La radicalità del pensiero filosofico viene ancora dagli States alla faccia della antiatlatismo culturale.

Il filosofo e antropologo j. Crary della Columbia University non vuol stupire nessuno,ma teorizza due tesi che possono aiutare a comprendere la fragile e inconsistente contemporaneità

La prima è che internet non sarà mai socialista, cioè uno strumento che emancipa le genti in senso virtuoso,solidaristico e umanitario.

Internet,al contrario,isola,rende la aggregazione superficiale,istiga la violenza verbale,permette il camuffarsi,spinge alla simulazione etc

Pure sul capitalismo green, Crary non fa sconti.

Il capitalismo dice il filosofo americano su La lettura non riesce per ora a trovare gli stessi profitti che trova nella produzione di materiale fossile.

Pertanto,ecco la suggestione rivoluzionaria:internet e green spariranno come avanguardie culturali,e diventeranno mezzi a fini ordinari come la luce elettrica,ad esempio.

Questo non significa che internet e transizione ecologica siano destinate all’ininfluenza,ma che il bello deve ancora arrivare in fatto di tecnologie rivoluzionarie.

Stiamo tutti percependo che la velocità con la quale cambiano le abitudini culturali,i sistemi,le credenze di miliardi di persone non sono più il futuro,ma il presente.

Dove l’uguaglianza diventerà un mito,un’ideologia,una religione,un aldilà che sarà alla portata di tutti… i consumatori.