Putin, che presumibilmente ha abbattuto l’aereo che trasportava Prigozihn e comandanti Wagner, e Trump, che mostra la grinta del golpista dopo il formale arresto, sono il biglietto da visita che i reazionari di tutto il mondo aspettavano.
In comune l’amerikano e il russo hanno tante cose: il disprezzo della democrazia e dell’illuminismo, l’odio verso il diverso,le simpatie conclamate verso i movimenti sovranisti,la battaglia contro l’accoglienza, il capitalismo corporativo,le maniere spicce con le quali si proclamano portatori di una nuova visione del mondo,basata sul carbone fossile.
Putin,nella palude di una guerra indefinita vs.l’ Ucraina,Trump alle prese con una guerra infinita contro i procuratori dopo Capitol Hill, sembra piacciano all’Amerika profonda,alla Russia profonda e anche a un’Italia superficiale e rossobruna.
I motivi sono tanti, ma uno è semplice e dominante.
Hanno una visione del.mondo modello “generale dietro la collina”,vedono nel patriottismo il senso del loro egoismo nazionale,sono indifferenti alle disuguaglianze globali.
Nel nazionalismo mettono dentro tutta la coincidenza degli opposti possibile,ma su una cosa sono pappa e ciccia oltre misura.
La cultura della ricchezza,dello sfarzo volgare,della potenza assassina,della demagogia criminale.
Si ergono a paladini della libertà liberista: nel loro guardaroba non c’è posto per la solidarietà.
La ricchezza li rende immortali,ma non hanno imparato nulla dall’ amico Silvio Berlusconi.

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