È solo in Italia che il confronto fra fascismo e comunismo è ancora in auge?

Se lo chiedono i soliti liberali che considerano il fascismo e il comunismo due patologie antidemocratiche.

Il Galli della Loggia è sempre in prima fila nel chiedersi perché il secolo breve da noi è diventato lunghissimo.

Il Prof scrive che in Italia è facile vedere lapidi che testimoniano dello stragismo nero,mai del terrorismo rosso.

Osservazione quasi banale.

In Italia c’è stato il fascismo del Ventennio,quello della Repubblica di Salò,quello dell’Msi,quello del neofascismo stragista,quello istituzionale di oggi

Non mi risulta che i comunisti siano mai stati al potere: l’antifascismo, anche militante, ha accompagnato l’emancipazione di milioni di proletari,ha difeso la democrazia dalle logge,dalle collusioni con ampi settori dello stato,ha combattuto per la democrazia per decenni.

Il prof scorda che le Br firmavano i loro comunicati con la sigla Mpro,Movimento proletario di resistenza offensivo,scorda che il 68 è durato un decennio perché il contesto avveniva in un ‘ Italia ancora povera,analfabeta, clericale ,classista che sognava il socialismo,ma non riusciva a completare il ciclo di riforme sempre promesso e disatteso.

Insomma fascismo e comunismo,termini generici,si sono sempre battuti sul terreno della lotta di classe,diventata nei momenti più aspri guerra di classe,o meglio guerra civile strisciante.

La teoria degli opposti estremismi regge poco.

L’Italia ha generato il fascismo,ma anche il movimento comunista più forte d’Europa.

Il comunismo armato della fine anni settanta e’ stata una tragedia scaturita pure dall’ingiustizia sociale seminata per decenni dalla classe dirigente,poco liberale e molto reazionaria.

E Galli della Loggia dimentica che la Costituzione è antifascista.