Brano tratto da e book Operazione Barbarossa di Pierluigi Raccagni,gratuito dal 17 al 21 agosto
L’Unione Sovietica avrebbe praticato “sabotaggio, terrorismo e spionaggio” ai danni della Germania.
Avrebbe cospirato con la Gran Bretagna per attaccare le truppe tedesche in Romania e Bulgaria.
Alle 03:00 del mattino a Berlino il telefono dell’ambasciata sovietica squillò destando il consigliere Valentin Berezhkov.
Von Ribbentrop, annunciava la voce, desiderava, o meglio, voleva vedere immediatamente l’ambasciatore Vladimir Dekanozov.
Quando il consigliere rispose che ci sarebbe voluto del tempo per sve- gliare l’ambasciatore, si sentì rispondere che una macchina del ministero degli Esteri tedesco si trovava già davanti all’ambasciata sovietica di Wilhelmstrasse.
I sovietici trovarono un Ribbentrop agitato, confuso, forse ubriaco. Senza tanti preamboli e con la consueta arroganza, il ministro degli esteri nazista interruppe l’ambasciatore Dekanozov che cercava di intavolare una discussione sui punti che vi erano da chiarire sui rapporti tedesco-sovietici.
“Non è di questo che si tratta” disse Ribbentrop.
Consegnò quindi una copia dello stesso memorandum che nello stesso istante Schulenburg a Mosca stava leggendo a Molotov.
Come scrive Shirer: “la luna di miele nazi-sovietica era finita”.
L’ambasciatore sovietico fu colto di sorpresa, lasciò la stanza senza stringere la mano ai diplomatici tedeschi rammaricandosi della fine dell’alleanza. Nel pomeriggio del 21 giugno Hitler scrisse a Mussolini una lettera che rimarcava una sintesi suprema della Koinè nazionalsocialista.
Vale la pena di riportare il passaggio più significativo: “Duce! Vi scrivo questa lettera in un momento in cui finalmente dopo mesi di preoccu- pazioni e di riflessioni e di una continua attesa che mi ha logorato i nervi, sono stato portato a prendere la decisione più grave della mia vita (…)
L’Inghilterra ha perduto la guerra. Come una persona che sta per anne- gare, essa si afferra ad ogni fuscello. Ciò non di meno alcune sue spe- ranze non sono prive di una certa logica…La distruzione della Francia (…) ha fatto continuamente volgere lo sguardo dei guerrafondai inglesi..continua

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