Vincitori e vinti è un grandissimo film di Stanley Kramer sul processo alla classe dirigente nazista dopo la seconda guerra mondiale.
Vincitori e vinti è anche il titolo preferenziale del governo di destra che si intitola ogni battaglia contro la tradizione storica della sinistra in generale.
Ma fra i vincitori c’è senz’altro il Fassino che piange miseria per uno stipendio netto di 4.700 euro al mese escluse indennità…
( porta voti alla destra di governo,come ce ne fosse bisogno)
Ma ora che il Parlamento chiude per 40 giorni e sono in cantiere le dispute tra Capalbio e Forte dei Marmi, lo spirito di vendetta dei post fascisti,lego- fascisti,liberali della nipote di Mubarak,non dà tregua.
Quasi ogni giorno si ricorda con sarcasmo che la pacchia è finita,che per 50 anni la profonda ricerca culturale e critica delle forze democratiche e socialiste è stata una sciagura per la nazione Italia.
Si è visto pure il 2 agosto per l’annuale manifestazione in ricordo della strage di Bologna.
Meloni e Piantedosi si sono ben guardati dall’esprimere consonanza con il presidente Mattarella che ha parlato di Logge,depistaggi degli apparati di stato, tutti di matrice fascista.
Meloni, Santanchè,e camerati non solo hanno la coda di paglia per il loro passato remoto,ma pure per i loro trascorsi recenti da fascisti.
Loro hanno vinto, l’Italia quasi reazionaria,ma anche disillusa,li ha votati: loro possono fare quello che vogliono.
La cattiveria gratuita del modus operandi del RDC,il rinvio del salario minimo, i tagli del Pnrr,il rinvio sine die delle riforme sullo stato sociale, l’ipocrisia nel continuare ad abiurare il fascismo,senza proclamarsi antifascisti: questo e altro è il governo dei patrioti.
E chi si ribella è antipatriota,antitaliano,antieuropeo a seconda dei casi.
Come è trattata l’ indigenza in questo paese è l’esempio più banale dell’arroganza di un potere che ha scambiato il conservatorismo per vocazione reazionaria.

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