Tutti sono contro le disuguaglianze.

Tranne Briatore,che considera i poveri dei sotto uomini, pure dalla destra,quasi fascista,della Meloni e di Salvini,pronta a schierarsi sempre dalla parte della Confindustria e più in generale dei padroni,le disuguaglianze vengono denunciate come uno dei mali profondi del paese .

Così la carta per il carrello della spesa di 382 euro del governo dovrebbe lenire le sofferenze dei diseredati.

Quindi un po’ di Caritas statuale non si nega a chi ha difficoltà a curarsi,ad alzarsi al mattino sapendo che la dieta mediterranea la può fare oltre il discount.

( RDC a 350 euro al mese,a fronte dei parlamentari fra i meglio pagati d’ Europa che si aumentano stipendi a piacere, tanto per fare del populismo reale,sono il Welfare di un paese del G7).

Di alzare i salari non se ne parla, però,di salario minimo si discetta tanto per dire: dai noi funziona il nero esentasse.

Così tre milioni di lavoratori poveri e cinque milioni di cittadini in povertà assoluta devono aspettare qualche anima buona,che a fini elettorali,regali qualche sgravio a tempo.

La storia del proletariato è storia di lotta vs le disuguaglianze da sempre.

Questa era la sinistra che si batteva per i diritti dei derelitti che non c’è più per motivi di rapporti di produzione,di grandi frantumazione delle classi meno abbienti,del mito abusato di un patriottismo retorico a cui crede la Meloni e camerati,ma non gli italiani che votano perché non sanno più a che santo votarsi… e per il cuneo fiscale

Se poi i poveri sono italiani,che una volta erano extracomunitari,questi vengono considerati uguali solo nella fame e miseria.

Ma le periferie rimangono silenti in confronto alla Francia reazionaria e colonialista che ha raccolto più soldi per il carnefice che per la vittima.