L’emergenza permanente è strutturale.
L’ultima è stata la prematura morte di mister B,quotato immortale,per cui niente sarà più come prima.
L’apocalisse per tutto ciò che succede,invece, è determinante per una comunicazione che tenga il thriller dell’esistenza sulle giuste corde.
Per quanto riguarda la guerra in Ucraina si passa dall’Apocalisse nucleare,a quella sanitaria,a quella della conta dei morti,ma qui le Cassandre hanno le loro giustificazioni anche se non è vero che l’Italia sia entrata nella terza guerra mondiale mandando armi
I soldi del Pnrr sono poi un’emergenza che sconfina con l’Apocalisse: se ci sono non vanno spesi,se non ci sono vanno richiesti,le modifiche attendono che la torta trovi commensali non bulimici,tanto per fare populismo a buon mercato.
Poi ci sono le apocalisse del politicamente corretto: i cedimenti della Schlein che porteranno il PD all’estinzione,le degenerazioni dei gay pride portatori di civiltà decadente,le critiche al governo di un’opposizione sgangherata che portano l’ Italia sempre sul baratro.
È apocalittico la diminuzione della produzione industriale,il peso del debito pubblico,mentre è storico e apocalittico il ritorno del turismo: bisogna introdurre il numeto chiuso per le città d’arte.
Un esempio clamoroso è stata l’alluvione in Emilia Romagna.
Un giorno era la fine anticipata della stagione turistica,un altro giorno la rinascita,etc etc.
Anche se non c’è tragedia e dramma si tende a drammatizzare su tutto quasi fosse necessario ricordare che in fondo la routine è una manna dal cielo.
Se poi la routine della normalità vuol dire sfruttamento bestiale dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla donna,della donna sul bambino …..la colpa è del mala tempora currunt.
Insomma aveva ragione Flaiano.
A sentire il coro dei venditori di apocalisse si può dire che la situazione è tragica,ma non è seria.

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