Così alla buona.
Lenin stava al centro fra menscevichi e anarchici,Stalin fra Bucharin e Trotchij,Mussolini fra Bottai e Farinacci, Hitler fra Rohm e Von Pappen,Robespierre fra Danton e Saint Just,Mao fra Ciu en Lai e Chen Bo da, e via di seguito fino a Renzi fra Berlusconi e Calenda..
Mai lasciare il centro, cioè il comando.
Ora che mister B ha lasciato il palcoscenico,ci sarà una corsa a destra oppure una rincorsa del centro?
Anche Giorgia Meloni ,dopo essersi presentata come paladina del post fascismo, ora sembra orientata a occupare un centro compatibile con l’Europa dei conservatori del Ppe.
Non vuol dire che il suo centro sia moderato,come non lo è stato mai quello di mister B.
Nella forma l’operazione centrista dovrebbe consacrate quel centro di potere che sta fra Crosetto,La Russa e la Destra sociale che consente di guadagnare consenso anche fra i futuri transfughi di Forza Italia ad esempio.
Oppure di saccheggiare con moderazione l’ampio bacino dell’astensione.
Si chiama mediazione,saper fare politica,intercettate i voti un po’ di qua e un po’di là.
Stare al centro infatti è garanzia di controllo,di potere, di autorità , di capacita di mediazione che le estreme non garantiscono.
Il centro,non sempre,infatti, è moderazione, soprattutto nella società civile.
Se Berlinguer stava al centro fra Amendola e Ingrao,per fare un altro esempio,questo non voleva dire che avesse scelto una moderazione a prescindere: ideologicamente preferiva Ingrao,ma Amendola garantiva equilibrio .
Quindi,sempre alla buona,il centro potrebbe ricordare quel motto aristotelico per cui la virtù sta nel mezzo
Oppure la locuzione latina in media stat Virtus.
Medio,come sinonimo di saggezza per tutti i gusti.
Ma al centro, dovunque vai, tu sempre il Potere troverai .

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