Cori per Silvio Berlusconi al grido c’è un solo presidente come fossimo allo stadio.

In forma “solenne”, oggi alle 15, si stanno svolgendo i funerali di stato nel Duomo di Milano di Silvio Berlusconi.

È giornata di lutto nazionale,alla cerimonia funebre è presente il Presidente della Repubblica,Sergio Mattarella e tutte le autorità istituzionali e partitiche ( non Conte,e Sinistra italiana).

Il Signore dell’ anticomunismo reazionario,in fondo,ha sempre sognato un lutto nazionale, deciso dalla Presidenza del Consiglio,per santificare uno di loro.

Così Berlusconismo e antiberlusconismo,dialettica residuale e pure caricaturale .dell’ antinomia capitale – lavoro ,hanno reso omaggio all’uomo più amato e insieme detestato degli ultimi trent’anni della storia italiana

Fedeli addolorati,curiosi,tanta polizia,capi di stato,politici,calciatori,uomini di spettacolo: lo show c’è.

Di quanto sia stato grande come imprenditore sono piene le prime pagine dei giornali del mondo.

Della sua generosità,che ha dato ricchezza a tutti i suoi fans e amici, non si discute.

Ex democristiani,ex comunisti,ex fascisti,ex liberali,ex repubblicani,socialisti,clericali hanno trovato in lui una miniera d’ oro.

Nani e ballerine, maggiordomi, lacchè, in questi giorni hanno partorito il peggio della piaggeria del panem et circenses.

Ma il G8 di Genova ed Eluana Englaro,non erano fra i suoi favoriti.

Non era un uomo nuovo,un outsider: era l’ultimo e il primo dei Caimani del CAF,Craxi,Andreotti,Forlani,un uomo spregiudicato,una simpatica canaglia che ha comprato di tutto,pure i parlamentari,e ha corrotto a destra e sinistra in senso politico e culturale

Ha prodotto TV commerciali, banalità da uomo qualunque,cine panettoni a iosa, maschilismo gretto.

Ma da abile impresario ha anche edito con Einaudi e Mondadori capolavori letterari,filosofici,storici di altissimo livello.

Ha pubblicato i libri di tutti i sinistri nostrani,si divertiva quando capiva che il teatro della politica gli era congeniale,solo Giorgio Bocca lasciò la Mondadori per la Feltrinelli.

È stato troppo, ha ragione,Giuliano Ferrara, comunista convertito sulla strada di Arcore e suo consigliere nel primo governo del 1994.

Ha fatto tutto di tutto nella vita privata,nella politica,nel calcio,nella televisione.

Ha conquistato la panza italiota,senza fare una riforma che è una,degna di ricordo.

Liberale liberista,anticomunista da guerra fredda,popolare anche fra gli operai come Peron,oppure Napoleone Terzo.

Era infatti ossessionato dai comunisti quando questi non c’erano più, ha sdoganato fascisti e leghisti: il suo colpo di genio politico è stato il maggioritario bipolare all’americana.

Sui suoi rapporti con la magistratura per alcuni è stato un eroe – martire,per altri un pregiudicato.

Come scrive Ezio Mauro è stato l’ arci italiano inventore del populismo e inventore del centrodestra italiano,che doveva diventare un partito liberale di massa,ma che alla fine è rimasto un partito al 7.3 per cento.

Il Legofascismo è oggi la dimostrazione che il berlusconismo ha seminato destra e destre corporative in tutto il paese.

A proposito,se non ho elencato i suoi rapporti con la mafia è perché sarebbe troppo lungo parlarne.

Poteva fare e dire quello che voleva,anche mentire spudoratamente,con un esercito di avvocati.

Dell’Utri docet: mafie e P2? Gente da fiction

Su mister B, calerà il silenzio, come su tutto ciò che appare nella società dello spettacolo.

In senso ontologico si credeva necessario al mondo,come lo è solo un dio.

Rimane un gigante di popolarità,come lo era Mussolini.

Putin,Trump hanno perso un maestro.

Ai post l’ardua sentenza.