La parola d’ordine per tutto il centro destra,per qualsiasi situazioni affronti, è pragmatismo vs ideologia.
Pragmatismo, cioè azione empirica e operativa di fronte all’ideologia,soprattutto di sinistra, è quello che sbandierano i melonisti,i leghisti e i forzisti.
La paroletta magica, poi è passata di bocca in bocca in modo trasversale ,quasi come criticità,strutturale,epocale,etc.
Anche per l’alluvione in Emilia Romagna la destra ha trattato con sufficienza ogni tentativo da parte di movimenti e associazioni,di tenere conto dei cambiamenti ambientali,che riguardano pure emigrazioni,rapporti di produzione e la vita in generale.
Tu senti dai maestrini dalla penna nera,più che rossa,la stessa litania: qui non si tratta di destra e di sinistra,si tratta di essere pragmatici.
Da una parte è una scoperta dell’acqua calda.
Banalizzando:se un tombino non funziona tu lo cambi,senza tanti discorsi,come si fa tra persone con un briciolo di cervello.
Se vai a prendere un treno e vuoi essere sicuro del viaggio ti informi se il macchinista è di destra, o di sinistra?
Se invece si tratta del problema migrazione,del Pnrr,del lavoro,della salute dei cittadini, il pragmatismo del “saper fare “nasconde precise culture e ideologie .
La politica e l’ideologia,solitamente,erano consociate nel governo della respublica.
Pragmatico,operativo,sensato nelle scelte e è il minimo che si richiede per ogni lavoro.
Ma la politica non è senso comune,anche se viene abiurata da cittadini qualunque.
Non tanto perché sono pragmatici,ma perché sono delusi,stanchi di dibattiti a vuoto,di interventi solo autoreferenziali,di nullità che parlano come scimmie ammaestrate.
Fra pragmatismo e ideologia vi è solo una sintesi possibile: il rispetto delle istituzioni democratiche che hanno comportato lotte e sacrifici enormi da parte del proletariato.
Retorica ?.
La nuova destra,che vuol essere conservatrice come un partito europeo liberale, chiede pragmatismo perché nata da una ideologia malata alle sue radici .

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