Adesso che la Russia sta di fatto perdendo la guerra con l’Ucraina il problema sembra quello di salvare il soldato Vladimir Putin.
La distruzione della diga con relativo allagamento del sud Ucraina, con conseguente catastrofe umana ed ecologica, è l’ennesima violenza degli oligarchi miliardari del Cremlino.
Il copione della guerra si è spostato verso le legioni di resistenti russi anti Putin ( presenti pure nazisti in piccole dosi),verso la brigata Wagner filo russa: e ‘il tutti contro tutti di una guerra sempre meno imperialista e sempre più civile visto che ormai il massacro dei civili è scontato.
Zelensky, in modo quasi sfacciato, nelle sue visite a Roma e Berlino aveva chiesto una cosa sola: armi per vincere la guerra.
Proprio al G7 di Hiroshima Biden aveva dato il via libera all’addestramento dei piloti ucraini per i caccia F 16.
E da Kiev è partita una controffensiva che non risparmia Belgorod e zone di confine russe che vengono attaccate con droni di matrice occidentale.
La richiesta di armi,a dire il vero, fu fatta anche da Stalin a Roosevelt e Churchill per vincere contro l’invasore nazifascista che aveva perpetrato una carneficina ai danni di russi , ucraini e 170 popoli dell’Unione Sovietica.
Certo che per Zelensky sarebbe stato più elegante alzare le mani,arrendersi e affidarsi alla carità degli apostoli di pace per spiegare al suo popolo che migliaia di morti,sacrifici indicibili sono serviti solo a ridare Donbass e Crimea ai russi.
Un popolo aggredito, però,non può accettare la sconfitta con docilità cristiana,come pretendono alcuni saccenti tutori della pace mondiale,nei talk show di casa nostra.
Si vis pacem parabellum è la teoria degli ucraini,inutile nasconderlo.
Siccome tutto si risolve in una canzonetta,nella Koinè del terzo millennio, ogni tanto più che al Pacem in terris alcuni pacifisti non putiniani sembrano riecheggiare i Giganti che cantavano ” mettete dei fiori nei nostri cannoni’.
Vittoria e pace ,pace e vittoria dixit Zelensky.
Cosa dovrebbe dire,tutti a casa,pace per gli aggressori e inferno per i vinti ?
Si prospetta,quindi,da parte delle cancellerie del globo una soluzione alla coreana.
Un 38 parallelo made in Europe che garantisca i confini ante 24 febbraio.
A breve il cessate il fuoco sembra il piccolo passo di una lunga marcia.
Certo che è difficile uscirne tutti puliti e immacolati….Usa compresi.
Anche se il Papa,malato, le sta provando di tutte,per fermare….,Putin,che ha voluto questa guerra.

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