Un trionfo della destra di quelli che fanno riflettere al di là del fatto che le elezioni di domenica abbiano riguardato solo i ballottaggi comunali.

E al di là di un’affluenza che sottolinea il dato negativo delle ultime consultazioni, ( meno del 50 per cento,ormai un italiano su due non va al voto).

La riflessione allora riguarda l’oggettiva vittoria del governo più a destra della storia repubblicana, che vince in tutti i comuni tranne che a Vicenza, dove perde per 500 voti.

Inutile,secondo me, nascondersi dietro alla considerazione che alle consultazioni comunali il voto è poco identitario , come si usa dire oggi.

Le liste sono molte volte un mischione di amministratori stimati per capacità,o per convenienza, o per clientelismo,per opportunismo etc.

Anche il voto politico non è mai l’insieme di considerazioni di purezza ontologica, scolpite nell’iperuranio della politica,da sempre.

Quindi anche il taglio del cuneo fiscale può essere stata una leva giusta per elettori post ideologici .

Ma era successo anche per gli 80 euro del governo Renzi,ad esempio.

La sconfitta di turno,ovviamente, è Elly Schlein che viene attaccata certamente dalla destra del PD: la sua colpa è quella di non parlare dei problemi delle masse,ma di arroccarsi in un estremismo dei diritti civili,tanto per non uscire dalla retorica della Ztl.

La spinta ad un ribellione laica e socialdemocratica all’ andazzo della sinistra ufficiale, affidata alla segretaria del PD che aveva o ha riportato nei sondaggi nazionali il Pd a più del 20 per cento,per alcuni è un bluff,per altri è estremismo,per altri non cambia niente.

Così la spinta propulsiva non ha sortito nessun effetto.

Gli obiettivi su inflazione, salario minimo, bassi salari, non ha avuto momenti di scontro reale e incisivo da parte della cosiddetta sinistra tutta, dove i cinque stelle vanno da soli, e sinistra italiana e verdi sono sempre lì,qualsiasi cosa facciano.

Insomma il vento di destra spira dalla Spagna,alla Turchia,alla Svezia.

Più che scrivere che la lotta continua non si può.

Ma al di là della retorica, se si sceglie l’opposizione socialdemocratica,questa deve essere radicale e senza infingimenti intorno alla giustizia sociale,ai diritti civili e all’antifascismo che viene considerato un residuo del secolo scorso.

Soprattutto dai nuovi vincitori.