Sulla Pravda, ( Corriere delle Sera), Gramellini ha denunciato che quindici lavoratori di una multinazionale sono stati licenziati con un clic del telefonino avendo scioperato per i salari da fame, ( 2,70 euro a commissione per consegna pasti).
Sulle Isvetia ( La stampa), Sapegno si è ricordato di Paola Clemente, bracciante, morta di sfruttamento.
I nuovi working poor ( inglesismo, per non dire proletariato che fa tanto Terza internazionale), sono milioni in tutto il mondo Occidentale.
E lo sono da anni
Sempre più poveri e sempre più sfruttati. ( niente ferie, niente sanità, niente pause, niente dignità..)
E’ da almeno un decennio, che i salari dei lavoratori manuali generici ( proletari?), sono ai minimi storici in un paese occidentale che puzza di Terzo Mondo quando si parla di lavoro .( Italy).
La sinistra del PD, dovrebbe saperlo.
Quando Renzi prese il 40 per cento alle Europee, eravamo in piena crisi, il caporalato era diventato il mestiere più diffuso tramite agenzie interinali.
E i grandi socialdemocratici di ritorno, che hanno visto nel liberismo di Renzi una gigantesca montagna da scalare, ( in realtà avrebbero perso le primarie, il congresso, il posto in parlamento), piangono sulla identità perduta del PD, perchè quei disgraziati, sfruttati come nell’800, non votano più a sinistra.
Vogliono tornare ai territori, alle sezioni, alla lotta contro le disuguaglianze.
Ma chi le ha create?
Fino a ieri dove stavano?
Ognuno prenda quello che di meglio gli offre la vita: scissione, separazione, frantumazione, secessione fanno parte della politica in genere.
Essere sulla diligenza di grossolani privilegi intoccabili, e voler il consenso popolare , è il massimo della disonestà intellettuale e della sciatteria politica.
Bisogna dirlo, la sinistra liberal, è andata in vacca in tutto il mondo.
Doveva rappresentare gli ultimi, è stata beatamente coi primi.
Se questa risulta essere una semplificazione demagogica, non interessa a chi sta male perchè oggetto di compravendita schiavistica sul mercato del lavoro.
Anche il buon Bersani, che sembra sinceramente addolorato per la separazione, dovrebbe comprendere che il suo oscillare fra il popolo della sinistra e le varie consorterie del potere non regge più.
Le masse, plebee e corporative nei momenti di crisi, vedi ” allarmi siam taxisti terror dei comunisti di Roma”, pronte a seguire chi promette lacrime e sangue solo per gli altri, non certo per se stesse, trovano ragioni trumpiste proprio dalla grande stagnazione dei privilegi delle classi dirigenti.
Non c’è bisogno, per promuovere il bene pubblico, di andare in Parlamento.
Speriamo, dicono in molti, che finalmente si costituisca una nuova sinistra al di là del PD.
Pare, per far ciò, ci siano sono troppi galli nel pollaio.
Però si potrà vedere se vi sarà l’ennesima rifondazione di un ceto politico in cerca di introiti non precari, oppure una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire l’antagonismo al pensiero dominante.
Nonostante questo,tutti sono liberi di andare dove vogliono, sia chiaro
Ma il Pd,e anche una parte che fu la sinistra radicale ,con certi atteggiamenti, è da tempo che hanno perso il contatto con chi soffre per la malattia dell’indigenza.
Se lo mettano in testa: il loro comportamento ha fatto perdere milioni di voti, anche prima dell’arrivo di Renzi.
Hanno dato la stura ai Cinque stelle, hanno regalato milioni di voti alla rabbia dei dimenticati che votano a destra.
Non sono la causa di nessuna crisi,( sono troppo modesti), della sinistra.
Sono solo i collaborazionisti del mantenimento di ingiustizie sociali inconciliabili, non con il comunismo, ma con la socialdemocrazia di Saragat.
Ma poi non era proprio Nanni Moretti, già decenni fa, a dire in un film: “D’Alema dì qualcosa di sinistra”?
.La democrazia, senza una dignitosa difesa degli ultimi, ha già perso.
Perchè non organizzano, i socialdemocratici, una manifestazione nazionale contro lo sfruttamento delle multinazionali, dei caporali, dei padroni avidi contro chi non ha difese?
Altro che comunismo della Terza Età.
PS.NOTIZIA SENSAZIONALE
Arturo Scotto, fuoriuscito da Sel andrà con Pisapia, che sta fra Sinistra italiana e sinistra Pd….
24 febbraio 2017 at 18:45
Grazie Carlo, sono d’accordo, lo sai. Solo che se non si trova un’altra forma di pressione ( non certo il voto), si rischia veramente di non contare nulla. Per questo inviterei, ogni tanto, sommessamente, almeno a manifestare per i diritti dei derelitti.Oggi ho visto una manifestazione di disabili a Roma. c’è davvero, senza enfasi, da vergognarsi per essere arrivati ad infrangere le norme più elementari di diritto costituzionale alla salute! Altro che referendum per salvare la costituzione dei nostri padri Ciao
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24 febbraio 2017 at 18:33
tanto io, o noi? si va a votare solo quando ci sarà da scegliere su liste direttamente espressione delle multinazionali, delle banche e affini. Perché scegliere i manutengoli e servi? Diamo il nostro voto “moderno” e “convinto” solo a chi le cose le decide e le fa …. Or not? Ciao
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