Il solito rapporto del Censis ( n.58) che fotografa il Belpaese di Petrarca e ‘come sempre spietato,critico e quasi senza speranza.

Un italiano su tre non sa chi è Giuseppe Mazzini, e ‘ostile verso i migranti per il 60 per cento, si sente insicuro quando i reati sono diminuiti,non fa figli,per l’ 85 per cento non crede all’ ascensore sociale che possa migliorare la propria vita,la povertà da lavoro riguarda il 27 per cento delle persone con salari da fame,ma il ceto medio galleggia sulla suprema virtù dell’ arrangiarsi.

I curatori dello studio parlano di Sindrome italiana che sarebbe, secondo me, l’ eterna coincidentia oppositorum.

Nel senso che abbiamo meno giovani laureati in Europa dopo la Romania,ma quelli bravi vanno a cercare un lavoro all’ estero,abbiamo il più alto debito pubblico del mondo,ma un risparmio privato superiore allo stesso debito,non sappiamo l’ anno dell’ unità di Italia,della Costituzione ,della rivoluzione francese ma fingiamo di essere esperti su tutto,su giustizia, sanità,scuola,COVID etc

L’ immagine è oscena,siamo in piena crisi industriale,ma il turismo è il nostro petrolio:il paese di Galileo sì ritrova sempre nella mozzarella, pomodoro e pizza?

Non è così dice il Censis.

Nonostante il sovranismo psichico,il furore di vivere,la malinconia diffusa, siamo il secondo esportatore d’Europa,il quarto del mondo sopra il Giappone.

Eppure siamo anche primi per volontariato,sempre cinici,scettici,ma con il cuore in mano.

Poi non dimentichiamo che il 20 per cento crede che gli ebrei siano padroni del mondo,che tutti i mali vengano dall’ Occidente senza sapere che cosa è l’ Oriente.

Politici grevi,leoni da tastiera,odiatori seriali,costituiscono il partito armato dall ignoranza e dal qualunquismo.

Insomma, dico io, la maggioranza silenziosa dei Meloni,Salvini,Mediaset,sta trionfando.

Ed è il trionfo della disuguaglianza, dell’ arroganza,della ricchezza buttata in faccia.

Guai però a generalizzare: se dovessero fare un sondaggio Censis in Germania,Francia,Inghilterra le cose forse non andrebbero meglio e i giovani sperano,avendo trovato una dimensione collettiva di valori e disvalori.

Si dice.