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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

27.12.- Dicembre di guerra 1941: L’impero del Sole si allea coi nazifascisti vs.democrazia e socialismo

E book gratuito 1941 Operazione Barbarossa e Pearl Harbour: guerra totale ,brano di Pierluigi Raccagni

1941. L’IMPERO DEL SOLE

Il 7 dicembre del 1941 a Pearl Harbour la guerra divenne globale.

Da mesi, precisamente dai primi mesi del 1941 l’ammiraglio Yamamoto comandante in capo della flotta nipponica, si era dedicato coi membri del Consiglio supremo della guerra, alla preparazione dell’attacco contro la base americana delle Hawaii.

Il piano escogitato dall’ammiraglio si basava su una sorta di postulato essenziale in tutte le guerre: il fattore sorpresa.

La segretezza dei preparativi, dunque, fu fondamentale.

A metà novembre l’addestramento a ritmo serrato era quasi terminato, il 22 novembre le navi arrivarono nel punto di riunione, la baia di Tan- kan.

Per rispondere al perché il Giappone attaccò la più grande potenza mondiale bisogna tornare indietro almeno fino alla fine della prima guerra mondiale.

1941. I MOTIVI DELL’ATTACCO

  1. Dopo la prima guerra mondiale, che aveva visto il Giappone a fianco di Inghilterra e Francia, i nipponici avevano conquistato una posizione politica forte in Estremo Oriente che dava loro il diritto di avere un posto fra le grandi potenze nelle conferenze internazionali e nella Società delle nazioni.
  2. Nell’autunno del 1931 i giapponesi invasero il territorio del Manciukuò facendo indignare gli Stati Uniti. Il nazismo in Europa, però, aveva destato ben altre preoccupazioni alle democrazie Occidentali e la cosa finì per essere accettata.
  3. La conquista della Manciuria da parte del Giappone mise a confronto la Russia comunista con il nazionalismo dei generali giapponesi. Il Giappone, timoroso della vicinanza del comunismo sovietico, firmò nel novembre 1936 con la Germania il patto anti-Comintern, liberando così una parte dell’armata immobilizzata in Manciuria.
  4. Nel 1934 vi era stata la revoca unilaterale del trattato di Washington del 1922 che aveva fissato il rapporto fra le forze navali americane, inglesi e giapponesi a 5, 5, 3.
  5. Nel 1937 il Giappone invase la Cina e conquistò rapidamente varie regioni comprendenti Pechino, Nanchino, Shangai. Proprio a Nanchino venne formato il governo fantoccio di Wang Jingwei, che aiutò gli occupanti a sfruttare le ricchezze cinesi sulla costa.
  6. Nel 1938 si verificarono incidenti fra Giappone e Russia sovietica con scontri aerei anche di un certo rilievo. L’aviazione giapponese in questo modo poté dominare i cieli a scapito di quella cinese, male armata dai russi. Ad opporre una certa resistenza all’invasione giapponese rimase il generalissimo Chiang Kai-shek che stabilì la propria capitale a Chongqing con l’approvazione degli Stati Uniti.
  • Il 20 luglio del 1941venne siglato il protocollo che consentiva al governo di Vichy e al Giappone la difesa in comune dell’Indocina. Il progetto della Grande Asia, egemonizzata dal Giappone, si affiancava così al Nuovo Ordine europeo di Hitler.
  • Il Giappone, interessato anche all’Indonesia, e sempre timoroso della Russia, firmò un patto di non aggressione con la Russia di Stalin nell’aprile del 1941, quindi prima che i nazisti stracciassero di fatto il patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con l’invasione del 22 giugno del 1941.

1941. LA REAZIONE AMERICANA: LA CARTA ATLANTICA

La mattina del 9 agosto del 1941 a Placentia Bay, sulla costa meridionale di Terranova, Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt si incontrarono per la prima volta nella loro vita.

C’erano parecchie cose da discutere, la situazione per entrambi i paesi si faceva critica.

Le truppe tedesche erano penetrate nel territorio sovietico e assedia- vano Leningrado e Mosca, in Estremo Oriente il Giappone aveva occupato l’Indocina francese e ora minacciava l’intera Asia Sud-orientale e il Pacifico meridionale.

Entrambi i leader sapevano quanto fosse importante il controllo dell’Atlantico per quanto riguarda la collaborazione fra Stati Uniti e Gran Bretagna: senza quella rotta che portava aiuti militari e di ogni genere all’Inghilterra, da parte degli Stati Uniti, era impossibile conti- nuare la guerra contro la Germania nazista in un’Europa dove solo l’In- ghilterra resisteva al nazi-fascismo.

Roosevelt si ripromise, in quella occasione, di prestare tutto l’aiuto possibile per controllare l’Atlantico, senza però entrare in guerra.

Ad uso del pubblico e per far comprendere a chi di dovere le loro intenzioni, i due leader redassero una comune Dichiarazione d’intenti, la famosa Carta Atlantica, che non era un trattato, ma piuttosto una dichiarazione comune per una futura solidarietà democratica.( …..)

Il 6 novembre del 1941, Roosevelt fu eletto presidente, l’antifascismo democratico americano era stato scelto da milioni di elettori.

22.12 Dalla morte delle emozioni storiche alle emozioni travolgenti: Buon Natale Giulia..

Oggi le emozioni verso le idee di valore tra cui la democrazia,il socialismo, l’ emancipazione delle donne, la solidarietà per gli ultimi ,sono quasi dormienti nel sentire comune.

La morte delle emozioni storiche,lo abbiamo ricordato più volte,sta nella consapevolezza di aver perso la ricerca di un universo solidale,non certo di una semplice battaglia.

Non guardarsi allo specchio,non guardarsi dentro ,fare sempre finta che ogni considerazione sullo status del “Movimento che ‘doveva abolire lo stato di cose presenti”,debba essere solo retorica trionfalistica,fa sì che la nostalgia per quello che si è perduto sia ancora più forte.

L’ indifferenza,la ponzio pilatesca neutralità di chi ama rifugiarsi nel quieto vivere del tanto “sui tempi lunghi siamo tutti morti”,davanti alla continue,tragiche ingiustizie diventa un lusso,tipicamente reazionario.

Meglio allora illudersi?

Forse è il peggiore dei mali.

Ai giovani ancora entusiasti della lotta per il cambiamento climatico,per i diritti civili,per le battaglie contro la violenza, puoi sempre insegnare la nobile storia del proletariato,senza ignorare che,come si dice, la consapevolezza del passato costruisce il futuro.

Ma la My generation degli Who ha sessanta – settanta anni e oltre ;tanto di cappello ,ma bisognerebbe uscire dai circoli della nostalgia.

E Giulia Cecchettin,che nonostante le violenze subite dal suo assassino,si preoccupava della sua solitudine è un’ emozione antica,eterna che non invecchierà mai.

Quella del Bene,senza enfasi,quel bene che pur portando la morte nel cuore,non ti lascerà mai.

Un ‘emozione travolgente di eternità e utopia.

Donne,vita, libertà

Buon Natale Giulia….e Vanessa

Donne,vita, libertà

20.12 Durante la guerra si moriva di fame,ma c’era il pane bianco griffato al littorio….

Analisi recenti considerate oggettive su base scientifica,ci dicono che secondo alcuni studi del dopoguerra dai 7 ai 13 milioni di italiani delle aree urbane avevano avuto nel 1942 – 1943 forniture di cibo al di sotto del minimo fisiologico. (Cfr Richard Overy, Sangue e rovine)

Cioè pativano la fame e pure ci morivano.

Nello stesso periodo 7 milioni di asiatici ( cinesi, giapponesi, vietnamiti,indiani), morirono di fame per la scarsità di riso coltivato durante il secondo conflitto mondiale.

In Urss, gli operai che al freddo lavoravano alla produzione di guerra morivano tutti i giorni di fame: o mangiavano patate,oppure crepavano d’inedia.

I nazisti avevano fatto terra bruciata dei campi di grano, soprattutto in Ucraina.

L’ occupazione nazista non portò solo la morte delle stragi e dei genocidi di massa in tutta l’ Europa dell’ Ordine Nuovo.

Oltre ai campi di sterminio e alle bombe vi era il day by day delle peggiori delle epidemie: la fame.

Le carestie erano causate dalle guerre,non solo dalla natura matrigna.

La vera arma di distruzione delle masse fu la FAME per il proletariato e la borsa nera per i ricchi,gli speculatori,i criminali in guanti bianchi e gli apparati elitari della società.

Nel settembre del 1943,la delegazione americana che si recò a casa di Badoglio per trattare la resa, fu stupita nel trovare il generale che aveva dato a Mussolini l’ Etiopia, che stava mangiando con altri papaveri quello che i suoi soldati non avrebbero mai mangiato in un mese.

La Fame italiana di quel periodo fino alla fine degli anni cinquanta ci è stata raccontata dai padri e fai nonni,non c’è bisogno di andare oltre.

Così,e questa dovrebbe essere arci risaputa, nella Grecia del 1942 tutto ciò che si poteva mettere sotto i denti era stato requisito dai tedeschi : per la carestia morirono per le strade decine di migliaia di bambini che la Croce Rossa non poteva sfamare.

Fu chiamata FAME GRECA.

Si potrebbe andare avanti per migliaia di libri,ma è superfluo.

Perché quando si parla di terza guerra mondiale a pezzetti da una parte sai che i conflitti deflagrati in Ucraina e Palestina sono gravissimi per tutto il mondo,come sottolinea pure il Papa.

Però la terza guerra mondiale qui in Italia e in generale nel primo mondo non la percepisci nella sua miseria devastante ,inutile fare i militanti dei pazienti lo stato di guerra.

La guerra dei consumi,la bolgia della bulimia dei bisogni indotti ,lo spreco alimentare alla faccia di chi muore di fame senza guerra,non ti fa pensare ad una terza guerra mondiale.

Ti fa pensare all’ homo homini lupus e al piagnisteo moralista delle anime belle,e alla miseria vera di una nuova povertà di esclusione dai consumi.

Magari pronto per il Black Friday.

Ogni giorno è Natale,daiiii,per chi può.

Il problema è di chi non può

18.12 Filosofia- L’Anomalia selvaggia di Baruch Spinoza,secondo Tony Negri

Antonio Negri era un comunista spinoziano… ( così si definiva)

La sua ” Anomalia selvaggia- Baruch Spinoza 1980″,conteneva i suoi scritti sul filosofo ebreo di Amsterdam nato nel 1632.

Il libro edito da Feltrinelli uscì nel 1980 e mi interessò subito.

E’ bene ricordarlo perchè nell’Ethica more geometrico demonstrata, Dio sostanza infinita e la natura sono la stessa cosa.

Da qui per bene si intende ciò che ci è utile, per male ciò che ci impedisce di essere in possesso di un bene.

Bene e male quindi sono idee inadeguate dell’uomo, ma non esistono, tutto è intrinsecamente necessario. Anche la rivoluzione comunista, quindi, era per Negri intrinsecamente necessaria in modo immanente.

Poi il passaggio dall’arma della critica alla critica delle armi fu meno metafisica, ma rozzamente empirica, Cattivo maestro è banale, un luogo comune, ma maestro per me non è mai stato.

E infatti rimasi in Lotta Continua fino alla chiusura del giornale.AMEN,sentite condoglianze

Post da me scritto in Conversazione con Adriano Sofri il 17.12. 2023

15.12 1969 – 15.12.2023 Chi ha “suicidato” Giuseppe Pinelli?

Lo ha detto convintamente il sindaco di Milano Giuseppe Sala, martedì 12 dicembre alla commemorazione delle 17 vittime della Banca dell’ Agricoltura: ” siamo ancora alla ricerca della verità”.

Con un governo così,con quelle ipocrite facce da”il fascismo del ventennio non c’è più”, noi abbiamo sempre pensato che quell’ Italia stragista dall’ anima nera è stata fermata solo dalla mobilitazione antifascista.

E senza retorica,senza ” c’eravamo tanto armati”, con quella semplicità profonda che contraddistingue la libertà vera senza enfasi,possiamo dire che Giuseppe Pinelli era un uomo mite,coerente forte,che per me è tutto quanto si può desiderare dal prossimo.

Non poteva confessare di aver messo una bomba,non poteva rinnegare la sua fede nell’ anarchia.

Era innocente, ma per la sua morte nessun colpevole.

Lo ricordiamo, e lo commemoriamo come esempio di militanza antifascista,e rivoluzionaria.

Mi rimane un ricordo fra i tanti di quel periodo.

All’ inizio degli anni settanta in corteo andammo verso la Questura.

In via Fatebenefratelli si fermavano le auto,si chiedeva agli automobilisti di abbassare il finestrino, si dava loro un fiore,che avrebbero dovuto lasciare cadere davanti alla Questura.

Fummo caricati dalle forze dell’ ordine,guidati da ex repubblichini.

Vannacci e il suo diritto all’ odio,la cultura inquinante razzista e fascista di oggi, il negazionismo verso le stragi…non ci devono fare paura.

Pino Pinelli è con noi.

Un abbraccio alla famiglia e un grazie.

Ciao Pino

13.12 Storia – Furono anche i “giudei comunisti” ad annientare il nazifascismo

Brano tratto da 1943 1945 il racconto della guerra giusta vol.2, di Pierluigi Raccagni.

L’OMBRA SULLA SVASTICA

Negli alti comandi tedeschi, subito dopo i giorni della resa, qualcosa cominciò a muoversi.

I russi avevano fatto opera di persuasione antifascista fra i prigionieri tedeschi.

Si era costituito anche un Comitato ” Germania libera”, che aveva come punto di riferimento il giovane pilota Heinrich von Eisedel.

Quando nel comitato nazionale entrò anche il Feldmaresciallo Von Paulus, convinto dai russi a trasmettere per radio in Germania una serie di interventi propagandistici in loro favore, Hitler immediatamente sottolineò che da un traditore di quel genere un gesto così se l’aspettava.

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L’effetto fu scarso, ma l’imbarazzo dei nazisti fu enorme, anche perché questo avallava la tesi dell’inaffidabilità dell’esercito di cui Hitler mai si era fidato fino in fondo.

Non era una questione da poco.

I servizi di sicurezza delle SS erano stati chiari da subito: circolavano voci sempre più insistenti che Hitler non aveva aiutato gli assediati a Stalingrado e che forse era opportuno pensare alla pace.

Questo concetto semplice e terribile era per il Fṻhrer un vero e proprio incubo. La pace, per lui, era la riedizione della sconfitta del 1918 quando ebrei e comunisti avevano tradito l’esercito e i tedeschi consegnandoli alla vergogna e alla fame della Repubblica di Weimar.

C’erano, poi, dei segnali non proprio incoraggianti anche fra chi si era sempre dichiarato nazista.

Molti non portavano più il distintivo del partito, altri, senza troppo alzare la voce erano d’accordo con chi biasimava il Fṻhrer.

“Per l’intero mese di gennaio del 1943 i bollettini di guerra erano stati negativi per la Germania (…).

Il 30 gennaio la Raf salutò il decimo anniversario dell’ascesa al potere di Hitler con un nuovo colpo contro Berlino. A mezzogiorno Hitler cominciò a parlare alla nazione per radio: non appena iniziò un duro attacco contro l’Inghilterra, le sirene ulularono e nel giro di pochi minuti squadriglie di Mosquito rombarono a bassa quota sopra i tetti, nella prima grande incursione diurna contro la città.

Tutti si precipitarono nei rifugi (…) un giornalista trovò il suo rifugio pieno di tedeschi che maledicevano il loro Fṻhrer “Dovrebbe smetterla con quei discorsi provocatori” brontolavano “Guarda un po’a che cosa portano”. Cfr.A, Read D. Fischer, La caduta di Berlino, Milano 1995, pag.156

D’altronde se Stalingrado per i russi era stata una spinta psicologica determinante per la vittoria finale di Stalin, per Hitler fu l’inizio del declino fisico e psicologico……

(…..)

Ma Goebbels aveva già trovato la soluzione.

“Guerra totale, radicalizzazione del conflitto” erano le nuove parole d’ordine del partito.

Bisognava mobilitare tutte le forze disponibili per fermare l’orso sovietico, disumano feticcio dei subumani slavi, per salvare il mondo della civiltà di Goethe, Wagner e di Federico il Grande.

Quando il 18 febbraio del 1943 Goebbels tenne un grande comizio allo Sportpalast di Berlino, trasmesso in tutta la Germania alla radio, di fronte ad una selezionata platea di 14.000 ultranazisti, spaccato a suo dire, della nazione tedesca, il delirio verso il sacrificio salvifico per il Terzo Reich raggiunse l’apice.

In modo più mussoliniano che hitleriano, interagendo con la platea selezionata, Goebbels partorì un programma di morte da far rabbrividire.

11/12.12 – Il bagno di sangue dei nazifascisti non si è mai fermato…vero senatore?

Brano tratto dall’ ebook “1939 Attacco nazifascista all’ Europa”di Pierluigi Raccagni gratuito

1939. IL SOGNO DI UN BAGNO DI SANGUE

Tutto si svolse come in un sogno.

Prima lo spavento per il richiamo dei riservisti, la soppressione dei treni viaggiatori, le restrizioni alimentari e l’introduzione delle tessere con la nazione allarmata che si vedeva rigettata nelle tragiche giornate del 1917.

Quindi il cielo sopra la Polonia che all’improvviso si oscurò.

Sulle teste dei polacchi cominciarono a cadere tonnellate di bombe.

In poche ore tutto il territorio fu messo a ferro e fuoco e Varsavia in quanto capitale, fu oggetto immediatamente di un attacco di inaudita ferocia da parte della Wermacht e degli Stukas.

Le autoblindo tedesche operavano a tenaglia, seguite dalla fanteria, ef- fettuavano abili manovre, schiacciavano, massacravano proprio come sognava Hitler, proprio come desiderava Goebbels, proprio come Himmler e Göring si erano ripromessi di fare nelle loro suppliche al loro dio della guerra e della morte.

Non inizia solo la seconda guerra mondiale, è l’inizio di quello che do- veva essere la fine della civiltà greco-cristiana: la trasmutazione dei valori nicciana era diventata filosofia della prassi, filosofia dello sterminio.

Il 3 settembre l’Inghilterra dichiarava guerra alla Germania, sei ore dopo gli inglesi, subito molto decisi, fu la volta della Francia, non altrettanto determinata.

Il metodo di Hitler fu quello del Blitzkrieg, cioè della guerra lampo. Più che della guerra lampo qui si fecero le prove generali dello sterminio in Russia e nell’Est europeo. Ma questa volta non si trattava di un bluff come quello del 26 agosto, quando Hitler aveva annullato l’ordine di attacco alla Polonia delle ore 04:30 del 27 agosto.

“Per la prima volta, questa notte, truppe regolari polacche hanno aperto il fuoco contro il territorio del Reich. A partire dalle 05:45 noi abbiamo risposto al fuoco, d’ora in poi alle bombe replicheremo con le bombe”, latrano i nazisti “vittime” della violenza polacca.

La condanna a morte della Polonia era stata decretata da Hitler il 23 maggio 1939.

Durante una riunione coi suoi generali il Führer aveva detto: “(…) Signori, non aspettatevi una ripetizione dell’affare Cecoslovacco. Questa volta avrete la guerra. Ho giudicato i loro capi a Monaco, Daladier, Chamberlain dei vermiciattoli.”

Immediatamente in tutto il mondo si ebbe la sensazione che non era scoppiata solo una guerra, ma un vero e proprio massacro di civili e innocenti.

Nell’invadere la Polonia Hitler era intenzionata a iniziare la sua politica di terrore e morte in Europa, per batterlo non ci volevano solo eserciti preparati, ma soprattutto occorrevano uomini realmente democratici e antifascisti, buoni sì, onesti pure, ma disposti a usare la violenza e la forza.

Anche se i polacchi avevano dichiarato di non temere l’esercito tedesco, questi, seppur ancora non al meglio, fece a pezzi i polacchi in poche settimane.

L’esercito tedesco, comandato da Walter Von Brauchitsch, contava cinque armate ripartite in due gruppi…….(……)

……La Germania era così schierata: 1.200.000 uomini ripartiti in 70 divi- sioni, delle quali solo 46 in linea, le altre in riserva d’armata e in riserva generale.

Di queste settanta divisioni dieci erano blindate, quattro motorizzate, tre di montagna.

Lo stesso Hitler aveva ordinato che tre divisioni di SS denominate “testa di morto” seguissero l’avanzata della fanteria per instaurare quelle che venivano chiamate misure di ordine e di pulizia. Su una vettura ferroviaria si poteva leggere: “Andiamo a bastonare gli ebrei”

Gratuito fino al 15 dicembre

8.12 Minima moralia: affondato il salario minimo nel paese dei bassi salari ….

Il governo più reazionario del dopoguerra affonda la proposta delle opposizioni di portare il salario minimo a nove euro l’ ora

Con una procedura di guerriglia parlamentare,quella di tramutare il voto di un disegno di legge parlamentare in una legge delega dell’ esecutivo,il governo in carica ha rimandato sine die la possibilità per tre milioni e seicentomila lavoratori di avere un salario minimo.

La Meloni band all’ unisono strimpella il solito ritornello: in dieci anni di governo di sinistra il problema di un salario minimo non è stato mai sollevato.

Un po’ di vero c’è,ma la sinistra non è che abbia mai governato dai tempi dell’ Ulivo,il resto,tranne Renzi,sono stati governi di unità nazionale,giallo,verdi ,rossi,azzurri: ora sono neri e basta.

Certo che la sinistra parlamentare è in ritardo: con inflazione e guerre 9 euro lordi non sono molti,7 netti,1.280 euro mensili.

Dato che per bassi salari il made in Italy è quasi ultimo in Europa,visto che i salari reali non aumentano dagli anni novanta,la bagarre parlamentare,per avere sostanza,era auspicabile avvenisse per raggiungere finalmente la media dei salari europei.

A Milano,ad esempio,con 1.280.euro mensili il discount è un’ eccellenza,il mutuo un sogno diventato un incubo, se pattuito variabile.

In sintesi: con il no ad un salario minimo per milioni di lavoratori il governo ha rimandato i penultimi nel regno degli ultimi.

Questo si sapeva.

Ma la svolta liberista fatta dal PD, che ha condizionato la politica del partito in questi anni,fa acqua da tutte le parti,soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro.

Landini e Schlein, diventati bolscevichi per i lego fascisti, perché appoggiano quello che in altri 25 paesi Ue è il minimo sindacale,significa che siamo tornati indietro mica di poco.

Va bene essere sonnambuli,ma il gambero sonnambulo….

6.12 “Ricordate che andate in guerra per ammazzare,non per essere ammazzati’ ( Slim Jim giugno 1944)

Slim Jim Gavin,brigadiere generale della 82a aviotrasportata americana fu molto esplicito nello spiegare ai suoi ragazzi,come avrebbero dovuto comportarsi durante lo sbarco del 6 giugno del 1944 in Normandia.

La logica che accompagnavano i soldati in guerra era quella di uccidere,per non essere uccisi.

Per questo la guerra è sempre un crimine,anche se sulla guerra si è inverata la storia del Male Assoluto e del progresso della civiltà: le guerre giuste ci sono state e se ne contano ancora le vittime.

Da sempre essere contro la guerra significa guardare soprattutto ai quei valori di civiltà che in nessun caso prevedono l’ uccidere come azione virtuosa,in guerra però,vale tutto.

Soprattutto quando la pace viene vista come testimonianza di un ardente e sacro pacifismo contro l’ isteria guerrafondaia.

Lo scrivo, mestamente ,non solo per ricordare che se per il Dio che c’è, oppure che si crede che ci sia,l’ uccidere è il suicidio dell’ umanità ,ma per sottolineare pure che l’estrema ratio della legittima difesa è un dovere sacro per il cittadino che diventa soldato in guerra,uomo o donna che sia.

Per questo non è un dettaglio comprendere che passare dalla voglia di pace alla possibilità di affondare un coltello nella gola del nemico o sparargli a bruciapelo, è compito di chi deve andare in guerra,pure sorretto da un ideale pure se la mattanza diventa impersonale con bombe dal cielo,missili, droni.

Da qui la prepotente e crudele logica di tutte le guerre, pure di oggi:

solo mors tua,vita mea.

Peccato che dentro lo schema formale e astratto del nemico ci sia sempre un uomo,una donna,un vecchio,un bambino,come nel caso di Gaza,oppure dei kibbutz Israeliani.

” Sparagli Piero ,sparagli adesso…

non è la rosa, né il tulipano….ma sono mille papaveri rossi.

Quelli della pace a tutti i costi, ma che non vogliono pagarne i costi,non devono credere che l’ utopia della pace universale sia loro esclusivo monopolio.

Perché in Normandia,a Stalingrado,a Berlino etc era meglio uccidere un tedesco ,che essere uccisi da un nazista..

Si vis pacem para bellum?

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