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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

28.3 Putin,il criminale,non vuole fare guerra all’ Europa,ci pensa Trump coi dazi….

Una telefonata ti salva la vita,diceva lo spot.

Questa volta pure ad un russo è scappata la paroletta” be’ non è che sia importante come Yalta..

Ti telefono o no,se telefonando etc,davvero il mondo è appeso al dialogo fra due autocrati dalla ferocia antidemocratica in vena di cambiare il corso della storia ?

Non credo .

Il gioco delle parti prevede l’ annullamento di uno stato sovrano senza bisogno di pettegolezzi.

Che Trump,Putin,Orban detestino l’ Europa è un fatto,che la tregua annunciata da Trump si inveri su una strada riconducibile alla diplomazia  autentica del rispetto reciproco è una menzogna.

Solo che,secondo me,aiutare la resistenza ucraina non vuole dire per l’ Europa entrare in un economia di guerra,come prospettato dai suprematisti europei a Roma

Aiutare l’ Ucraina non vuole dire investire 830 miliardi per un futura guerra…

Anche se la sospensione dei bombardamenti sulle strutture energetiche ucraine è stata una concessione paternalistica ad un morto che cammina.

Tutto ora più che mai dipende dal meraviglioso popolo ucraino e dalla sua tenuta morale e materiale se sostenuta dalla consapevolezza della resistenza,tanto celebrata in Italia.

I primi a volere la pace,infatti,sono i coscritti ucraini e russi.

Tramutare la guerra imperialistica in una guerra civile non è possibile ed è da parolai.

Così come sponsorizzare un kit di sopravvivenza europea in caso di guerra è un messaggio criminale.

Putin un criminale di guerra non vuole fare la guerra all’ Europa,ci pensa Trump con i dazi.

26.3  La pace nella storia è solo un intervallo fra le guerre?

Posso essere un pacifista tutto di un pezzo.

A 75 anni nemmeno Hitler mi chiamerebbe al fronte.

Posso contribuire alla pace del mondo lottando per un mondo migliore,mettendoci tutta la forza che rimane per me,per gli altri, anche quelli che non conosco.

Se la pace nella storia è solo un intervallo fra le guerre,non è questo il determinismo che mi consola.

Ma continuare a parlare di pace senza giustizia e ‘pure un’ offesa verso chi è morto per la libertà.

Pensieri semplici si dirà,per un mondo complesso e difficile,ma pur sempre un motivo per interessarsi della cosa pubblica.

Salvini che brinda a vodka dopo che Trump ha cacciato Zelensky,le titubanze omertose di Meloni e Tajani per non scontentare nessuno,la viltà di chi sta in mezzo per essere pronto a saltare sul carro del vincitore,significano che gli ideali sono morti e sepolti sotto una montagna di convenienze.

La dialettica guerra – pace è quella di morte – vita: senza l’ una non c’è l’ altra.

Ma se qualcuno rischia di persona per mantenere la parola data al suo popolo è sempre meglio di chi invoca un ‘impossibile pace  assoluta ,per aspettare che il tempo passi, senza guardare l’ orologio.

Non scherziamo,sono cose più grandi di noi che alterniamo resort con kibbutz e siamo fuori dal fuoco amico e nemico.

Anche perché la Cina dice di lavorare per la pace,Russia e Usa pure, l’ Europa anche: si crede  nella pace e si può vivere senza la guerra in un mondo di disuguaglianze e sfruttamento.

Zelensky,ad esempio, che sta provando tutte le strade per non svendere la sua terra,la sua cultura,la sua indipendenza non è Putin,Trump, Netanyahu.

Intanto  chez  nous vediamo chi è disposto a lottare per sanità,salari ,dazi,rischio recessione.

Anarchici e movimentisti di ieri,ma forse anche di oggi….

Quando ero a Re Nudo agli inizi degli anni settanta fu inviata una copia della rivista a Cassius Clay.

Per il movimento antagonista anarchico filo Lotta Continua ( Mauro Rostagno credo fosse il primo direttore,) i punti di riferimento erano la beat generation,Alain Ginsberg, Ferlinghetti,Angela Davis,il movimento afroamericano per i diritti civili vs.l’apartheid,Jimi Hendrix,Miles Davis e tanto ancora

Il maggio francese,gli anarchici di Nanterre,la Renault il nostro internazionalismo creativo,storico,operaista.

Per quello si andava d’ accordo con Lotta continua.

Erano assenti Breznev,Stalin non certo il movimento operaio giovanile.

Per noi era naturale confrontarsi con il proletariato giovanile senza dogmi.

I giovani operai che andavano ai concerti,che si facevano pure le canne,ma che lottavano nelle fabbriche erano tanti nel movimento.

Eravamo anti americani,nel senso di antimperialisti,vs la Nato,ma non per il patto di Varsavia.

Quelli del movimento studentesco quando si andava a vendere il giornale in Statale volevano sprangarci.

Oggi gli stalinisti da soap opera,sono per Putin,che spera,tramite Trump, di soffocare l’ Ucraina.

Forse  non conoscono Hegel , certo non Marx: trasformò  la dialettica servo padrone nel motore della civiltà.

21.3 Trump fa paura agli ucraini, ai palestinesi… e pure agli americani

Le sparate di Trump su Gaza,sull’ Ucraina,e tramite Musk,sull’amministrazione americana ,fanno paura,ribrezzo, e piacciono molto a Salvini e Orban in primis.

Piacciono a Putin,alla Nord Corea,al Sudan,anche se è oggettivamente difficile pensare ad un mondo senza  l’ influenza yankee.

Viene descritto il nostro come un giocatore di poker che bleffa in continuazione,perché si crede, con le sue bombe atomiche,i suoi droni,i suoi satelliti il marchese del Grillo internazionale.

Ma all’ Italia,dal 1945 legata agli Usa, fa paura solo di riflesso.

Diversa è la posizione dei palestinesi che secondo Donald devono essere trasferiti in massa in Giordania e in Egitto,degli ucraini che devono vendere a Trump il sottosuolo,agli americani che non lo hanno votato  e che devono fare i conti con un delirio di  Onnipotenza da quarto Reich .

Il recente bombardamento di Gaza di Netanyahu,i bombardamenti sullo Yemen di Trump sono tutti elementi che si sintetizzano in un concetto: la guerra è padre di tutte le cose per gli imperialisti di turno.

Credo,spero,auguro che la vituperata Europa faccia muro vs.le ingerenze yankee in politica estera,che non vuole dire riarmarsi.

Se Canada,Groenlandia finissero come protettorati amerikani,qui cosa vuoi che succeda,?

Che Meloni sarebbe costretta a dire di si,e tutto l’ occidente pur perplesso si adeguerebbe.

Ma nulla più.

La visione di un Amerika e Russia padroni del mondo,insieme alla Cina è già di fatto una certezza

Per dominarlo il mondo,dal punto di vista territoriale ci vuole però una guerra,che nessuno vuole sia  mondiale, visto le bombe atomiche in circolazione.

Ogni tanto viene il sospetto che la minaccia della guerra e l’ invocazione della pace siano un formidabile business per cancellare democrazia egualitarismo e solidarietà punti saldi, anche di un socialismo libertario e democratico.

I dazi del 25 per cento all’ UE porteranno inflazione e disoccupazione.?

Questa è la guerra di tutti i giorni.

19.3  Storia –  Un nazi fascista ex comunista:  (oggi è routine)

Estratto e book 1940 la guerra dei caporali nazifascisti di Pierluigi Raccagni gratuito dal 19 marzo al 23 c.m

QUISLING IL FASCISTA

Il 21 aprile 1940 i tedeschi intimarono ai norvegesi l’accettazione di un’am- ministrazione tedesca.

Vidkun Quisling, simpatizzante fascista locale, diventò primo ministro della tranquilla Norvegia.

Interessante la storia di questo signore nato nel 1887, di ceto contadino, che frequentò l’accademia militare norvegese con spirito di intrapren- denza carrieristica.

Neppure trentenne venne mandato a Pietroburgo quale addetto mili- tare: nella terra di Lenin si mise in luce difendendo gli interessi della classe Gran Bretagna, la sua opera di mediazione gli fruttò il riconoscimento della commenda dell’Impero britannico.

Poi si esaltò per la rivoluzione bolscevica e quando ritornò ad Oslo volle organizzare una “guardia rossa”.

Il progetto venne respinto, così si rivolse all’altra parte.

Dopo essere stato ministro della difesa creò l’Unione nazionale, un raggruppamento di chiara matrice fascista.

Ottenne 200.000 marchi dal Führer, sul quale aveva fatto un’ottima im- pressione già dagli Anni Trenta.

Quisling è il tipico personaggio, lo vedremo anche con Pierre Laval in Francia, che per arrivismo, superficialità e balordaggine intellettuale, si mise coi gangster nazi-fascisti.

Quando re Haakon VII e il parlamento norvegese si rifugiarono al Nord della Norvegia, il nostro contadino emancipato dal nazismo si proclamò primo ministro.

Quisling era il servo dei nazisti in Scandinavia sia perché conosceva Rosenberg, che aveva incontrato a Lubecca, sia perché faceva la spia per conto dei tedeschi.

L’ammiraglio Raeder, che sovrintendeva per la Germania la situazione nel Mar Baltico, così annotò un suo incontro con Quisling: “Quisling ha affermato (…) che gli inglesi si propongono di sbarcare nei pressi di Stavanger e che l’attuale governo norvegese (…) il parlamento e tutta la politica estera sono controllati dal noto ebreo Hambro, grande amico di Hore-Belisha (…)

Sono stati illustrati in ogni particolare i pericoli derivanti per la Germania da una occupazione britannica”.

Cfr. William L. Shirer, Storia del Terzo Reich, Torino, 1962, pag. 1035

18.3.Oggi è il giorno di Fausto e Iaio e dei dispersi senza giustizia

Avevo 27 anni quando ero il professore di Fausto Tinelli al liceo artistico di via Hajech.

Oggi ne ho 75…e sono ancora il suo professore.

Nessuno mi può espropriare,non tanto di un titolo professionale,,quanto della stima che ho sempre avuto per il proletariato giovanile di quegli anni.e oltre.

Finalmente,pare che anche grazie alle sollecitazioni dell’ Associazione familiari,la procura voglia vederci chiaro su quella brigata Anselmi di Roma in trasferta a Milano il 18 marzo,due giorni dopo Moro,allo scopo di scatenare la guerra civile,sparando a due ragazzi di aspetto gauchista che andavano ad un concerto di blues.

Il duplice delitto è fascista,senza se e senza ma.

Spero che oggi il ricordo di Fausto e dell’ amico Iaio avvenga come da protocollo: testimonianze di amici,parenti,compagni,genitori gente comune che ami il giro armonico del.blues,come inno alla libertà.

Sulla questione sono stati scritti libri e articoli a valanga.

Ringrazio tutti di cuore,la retorica non serve,il cordoglio,invece è eterno.

Nb non bisogna dimenticare,per essere onesti,proprio con noi stessi, che si evita di parlare di pace e di guerra per stare più uniti.

Ucraini, tranquilli adesso ci pensano Trump e Putin

Non perdiamo la calma, noi che stiamo a guardare la guerra in tutta buona fede non ne possiamo più di vedere in Tv o sui social la famosa morte in diretta.

Soprattutto da quando Trump e Putin vogliono la pace e insieme la liquidazione dell’Ucraina come stato nazione.

Prima l’annuncio di una tregua trumpiana, poi la retromarcia putiniana con l’avvertenza che la tregua avvantaggerebbe solo Kiev, anche se Zelensky è pronto ad accettare il ritiro da Kursk, lo sfruttamento delle terre rare, il ritorno alla Casa Bianca etc

Salvate il soldato Zelensky?

La sinistra tutta, anche antagonista, è divisa e consapevole di essere arrivati al capolinea di una vicenda che manco c’eravamo sognati: come si fa ad essere per la pace e insieme difendere dei principi di libertà e democrazia che sono stati ottenuti con guerre e rivoluzioni, e tutto quello in cui si è sempre creduto?

Non basta essere né con Trump né con Putin, né con Zelensky, stare con il Papa è il minimo sindacale della buona volontà, ma, come diceva Stalin, senza divisioni il Pontefice sulla pace può fare ben poco.

Alla fine, presi dalle guerre quotidiane del tempo di pace è facile mandare tutti al diavolo.

Per stare con la propria coscienza, però, bisognerebbe  capire le manifestazioni contrapposte per la pace domani 15 marzo, se non ci si sente dei Ponzio Pilato del terzo millennio e oltre

La libertà è partecipazione,vero,ma passeggiare per la città non è una grande idea,se non hai le idee chiare.

Il Pd si è spaccato a Strasburgo fra adesione al riarmo europeo e il no dell’ala sinistra, Conte sta vs. l’Europa e contro la Meloni che a sua volta sta nel mezzo fra atlantismo e europeismo….

Andare a manifestare a quella  per l’Europa dopo che questa vuole riarmarsi a debito con centinaia di miliardi è quasi impossibile, per molti,e pure per me.

C’è anche la contromanifestazione di Potere al popolo e altre,come quella di Rizzo ,il fascio comunista con la sua bandierina parrocchiale.

Meglio quella di sindacati e movimento 5 stelle contro il governo Meloni per la crescita. l’occupazione, la sanità, le bollette, etc.del 5 aprile.?

Intanto per l’Ucraina, per chi idealmente e materialmente resiste niente manifestazione: non fa tendenza, è di destra, non è gauchista quello che basta.

Morire per Kiev è un’esagerazione, Zelensky non è attendibile, come tutti gli ucraini che sono stati pure nazisti. Per ora continuiamo a contare i morti, in attesa del ribaltamento dialettico della storia: anche Hitler sosteneva che l’invasione della Polonia era determinata dall’intransigenza dei polacchi verso le minoranze tedesche che abitavano a Danzica.

5.3 Guai ai vinti: ma forse basterebbe una tregua…

Trump,ha sospeso ieri l’ invio di armi Usa in Ucraina, dando un colpo decisivo all’ indipendenza dell’ Ucraina resistente.

Rimane sul tavolo,secondo me,una sola opzione pratica che Zelensky,con le spalle al muro,ha dovuto palesare.

E’ l’ idea  originaria di un tregua del “guerrafondaio”Macron  che permetta a Ucraina,Russia,America,Europa di avviarsi verso una soluzione diplomatica: e forse non è proprio da buttare,a questo punto.

Se la tregua funziona male a Gaza,comunque è meglio di niente,aggrapparsi a qualsiasi cessazione delle bombe aiuta la popolazione locale, già piegata e sofferente.

I veri guerrafondai,quindi,sono quelli che gridano alla pace con saccenza e postura guerriera: come fa Putin che ha la visione di una pax russa in linea con la pax americana.

Insomma il mediocre comico Zelensky,burattino del democratico Biden,dovrebbe lavorare per la pace lasciando il 20 per cento della sua terra a Putin,compreso  il sottosuolo.

In sintesi,povera,lo riconosco, è questo il messaggio del Trump pensiero uscito dallo show televisivo della Sala Ovale.

Mentre il repubblichino Trump discettava sulla pace,missili,droni cadevano sull’ Ucraina: la pax americana  coincide con gli hurrà dell’ aggressore.

Guai ai vinti,come sempre,Zelensky rimane un dittatore mal vestito,Putin e Trump i padroni del nostro destino.

Zelensky doveva essere liquidato nei primi tre giorni di invasione,anche Donald lo ha ammesso,i suoi cittadini sono stati massacrati,che cosa si vuole di più per stare con la resistenza ucraina?

Non ne ho idea,quel poco che capisco di cose difficili,impervie e tragiche è che non si può andare in soccorso del vincitore.

L’ idea di investire 800 miliardi nella difesa europea ed ucraina da parte dell’ Europa matrigna se non è un modo per intimorire Putin, è una follia.

  Intanto alcune analisi alla Travaglio,Orsini e Fatti quotidiani rosso bruni  si limitano all’ io te l’ avevo detto: come si sta dicendo ad un allenatore che prima o poi la sua squadra sarebbe scoppiata.

Se chi salva una vita salva il mondo intero,una tregua potrebbe salvare sia un ragazzo russo che ucraino,

Poi i conti della serva di Trump,secondo me,potrebbero trovare mille scorciatoie come consuetudine nella storia: il patto Molotov – von Ribbentrop era commerciale oltre che politico,la ricostruzione della Germania e del Giappone pure,il riarmo dell’ Europa subirebbe magari un ripensamento.

Tutto si vende,tutto si compra nella storia,ma la pace vera è un’ altra cosa.

La coincidenza oppositorum è nelle cose, l’ importante che sia a fin di bene.

Sempre che Putin stia ai patti di una fragile tregua.

3.3 Il dio ingannatore dei criminali….

Stiamo parlando, secondo alcuni qualificati osservatori di nazismo, comunismo, fascismo, liberalismo come fossimo negli anni trenta del secolo scorso.

Ed è vero.

E’ sufficiente pensare ad esempio, che alle elezioni del 1932 in Germania il partito nazionalsocialista prese 11.737. 395 milioni di voti, Spd 7.251.690. Partito comunista 5.890.000.

Il 5 marzo del 1933, anche grazie alle SA e alla loro libera violenza, Hitler raccolse 17.000.000 di voti passando dal 33 % al 43 %.

Niente di tutto questo oggi in Germania: solo che CDU + Afd, pur non volendo unirsi, hanno verso il problema emigrazione e sicurezza, quasi il 50 % dei voti.

La Cdu di Merz non è quella della Merkel, che guardava al centro sinistra,qui si guarda  a destra.

Per cui se è vero che il senso civico dei giovani tedeschi ha dato la vittoria alla Linke nella rossa Berlino ( mai amata dai nazi) è oggettivo che anche in Germania ci sia stato uno spostamento a destra  destra ,così come in Usa così come in Russia così come in Ungheria e Italia.

C’è da dire che la recessione in Germania,data dal gas russo, dalla crisi della  industria automobilistica,dalla divisione fra est e ovest,pesa.ma non come nella sgangherata Italia.

Se Trump e Putin sono pappa  ciccia e guardano con favore Afd è dato anche dal fatto che il modo di produzione della ricchezza è strutturale, secondo me, al pensiero ricorrente nazionalista para fascista che vede nei liberaldemocratici e socialdemocratici i nuovi comunisti!

Morale: della forza lavoro degli ultimi disgraziati extracomunitari o stranieri non frega niente a Trump,a Merz,alla Meloni,senza parlare degli oligarchi russi.

Per quanto riguarda la Provvidenza, che Cartesio avrebbe chiamato di un dio ingannatore,  Hitler che scampò a decine di attentati ( 20 Luglio 1944 in primis) si compiaceva di essere mandato da Dio. Come dicono Putin e Trump.

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