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– storia e storie della democrazia –

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3.11 Stalin- ordine n.00447,uccidere tutti i nazionalisti ucraini

Gli ucraini nel 1941 accolsero i nazisti come liberatori pur di sottrarsi alla collettivizzazione forzata di Stalin.

Nel 1944 i nazisti,che consideravano gli slavi sotto uomini come gli ebrei,avevano lasciato morire di fame milioni di ucraini.

Ma secondo lo storico Terry Snider la riduzione alla fame degli ucraini da parte di Stalin risale alle due procurate carestie del 1933 e 1935: coi suoi tre milioni  e passa di morti, rimane una delle più orrende pagine della storia.

La deliberata e determinata volontà politica di fare dell’ Unione Sovietica un paese industrializzato richiedeva un’ agricoltura collettivizzata e quindi il controllo spietato e terroristico dei contadini.

Questa premessa serve a spiegare per l’ ennesima volta il perché gli ucraini non si fidano dei russi pienamente anche oggi.

Ci furono atti di cannibalismo come nello Stalag 306 vicino a Kiev

L’ accoglienza dei tedeschi come liberatori non fu perdonata da Stalin e Beria ,il nostro Himmler, come lo chiamava il padre di tutti i popoli.

Quando si parla di Ucraina si deve parlare di Resistenza ai nazisti,sterminio di ebrei ,ma anche di alcune deviazioni nazionaliste fasciste.

Che oggi hanno il due per cento dei consensi.

Molti di più ne hanno i fascisti italiani…..

31.10 storia – Montecassino: Italia drammatica…e vera

Brano tratto da 1939 1945 il racconto della guerra giusta,ebook 1944 Assalto al Terzo Reich da tutti i fronti di  Pierluigi Raccagni Completamente Gratuito dal 31 ottobre al 3 novembre

1944 MONTECASSINO

Era opinione comune da parte dei Comandi Alleati che se non si fosse conquistato il monte Cassino la campagna d’Italia sarebbe stata un completo fallimento.

Lo sbarco ad Anzio, iniziato il 22 gennaio, previsto come un movimento a tenaglia per costringere Kesserling a ritirare le sue forze da Cassino per soccorrere le unità tedesche appostate sulla costa tirrenica, per ora era fallito.

Il nuovo piano di Clark, che prese il via il 24 e il 25 gennaio con la 34a divisione americana dei Red Bulls di Ryder nel tentativo di creare una testa di ponte sul fiume Rapido, si era tramutata in una ennesima carneficina delle truppe alleate: solo le esperte formazioni di marocchini e algerini erano riuscite a occupare alture strategiche come il Monte Belvedere.

Alexander, che spronava di continuo Clark, che a sua volta spronava Ryder e i suoi Tori Rossi ad attaccare Cassino e la sua abbazia, a fine giornata rimaneva a dir poco deluso: i soldati americani, semiassiderati nelle loro trincee, il 12 febbraio furono sostituiti da reparti neozelandesi e indiani.

L’Abbazia di Montecassino, luogo di profonda spiritualità cristiana il cui monastero era stato fondato da S. Benedetto da Norcia nel VI° secolo, divenne così l’obiettivo principe dei comandi alleati, tutti concordi che il monte e la sua Abbazia fossero da conquistare assolutamente per poi prendere la strada per Roma.

Peccato che dal punto di vista militare l’obiettivo fosse completamente errato.

Anche se i mezzi di informazione inglesi e americani avevano più volte fatto intendere che il monastero era stato attrezzato dai tedeschi come un presidio zeppo di armi e come un posto di

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osservazione delle truppe nemiche, di tedeschi dentro l’Abbazia non se ne trovavano.

Fin dal 4 ottobre del 1943 i tedeschi avevano avvisato i padri benedettini che Cassino e la sua Abbazia sarebbero rientrati nella sfera degli obiettivi militari da parte alleata.

I probi comandi tedeschi, timorosi che i tesori artistici fossero distrutti, avevano evacuato tutte le opere consegnandole al Vaticano, che ringraziò per l’iniziativa.

I nazisti, che in Europa erano fra i ladri di opere più abili nei paesi occupati, e che portavano in Germania al maresciallo dell’aria Göring le perle della civiltà occidentale, in questo caso agirono con grande intelligenza ottenendo un doppio risultato.

Il primo era quello di sfatare che i nazisti erano dei criminali senza interesse per l’arte, (Hitler d’altronde era stato un pittore di acquarelli), il secondo era un modo indiretto per trarre gli Alleati in un tranello.

I comandi alleati avevano fatto questo ragionamento: se i tedeschi hanno evacuato l’Abbazia dai tesori antichi vuol dire che l’hanno occupata con mitragliatrici, bombe, cannoni etc.

Il puerile ragionamento toccò anche la sensibilità di Bernard Freyberg, noto generale, nato inglese e cresciuto in Nuova Zelanda, entrato nella guardia imperiale; con grande determinazione si convinse che non rimaneva che bombardare l’Abbazia.

Non che Freyberg fosse impazzito, perché gli Alti comandi, fra incertezze e titubanze, sposarono la tesi del bombardamento, confermando che i tedeschi si facevano scudo del luogo sacro.

La mattina del 15 febbraio più di 200 apparecchi, di cui 22 fortezze volanti, vomitarono sul monte e sull’Abbazia un inferno di bombe ad alto potenziale colpendo il monastero, le case e pure la popolazione civile italiana che non si era mossa dalla montagna.

La controffensiva di terra che scattò dopo il bombardamento da parte alleata non diede alcun risultato pratico, perchè i tedeschi, ben riparati fra le macerie del monastero respinsero gli attaccanti con una certa facilità.

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Fu lo stesso Kesserling a fornire il senso di quell’ inutile bombardamento:

“Il 15 febbraio fra le ore 9,30 e le ore 10, parecchie ondate di aerei quadrimotori da bombardamento anglo – americani hanno lanciato numerose bombe sull’Abbazia di Montecassino (…) il comando nemico afferma che l’attacco ha permesso di annientare le truppe tedesche che si trovavano nel convento e di distruggerne le opere difensive e lo dichiaro esplicitamente a questo proposito:

l’affermazione che l’Abbazia fosse stata trasformata nel “più poderoso baluardo di artiglieria del mondo” non è che una mostruosa menzogna (…) anche le altre affermazioni secondo cui l’Abbazia ed i terreni da essa dipendenti erano utilizzati o adattati per altre opere militari, nidi di mitragliatrici, posti d’osservazione per artiglieria e simili, non sono che pure e semplici invenzioni…”.

Cfr. Italia drammatica, op.cit. pag. 156.

La mattina del 17 febbraio una misera processione uscì dalle rovine dell’Abbazia.

Alla testa, scosso, provato, traballante per la fatica, c’era proprio l’abate Gregorio Diamare, vescovo di Cassino che portava il crocefisso seguito dai profughi nascostisi nell’Abbazia e sopravvissuti ai bombardamenti.

Von Senger, comandante della 14a Panzerkorps, lo condusse al comando per poi trasferirlo in un convento romano.

Ma Goebbels, che voleva sfruttare fino in fondo l’iconografia barbarica degli Alleati distruttori di civiltà”, fece portare con un’auto l’Abate ai microfoni dell’Eiar di Roma affinchè Diamare dichiarasse che la Wehrmacht era del tutto estranea nella distruzione del Monastero.

“Ma c’erano veramente, eccellenza, soldati tedeschi nell’Abbazia? Nessun soldato tedesco è mai stato nell’Abbazia; nessuno, nessuno”.

Cfr. Italia drammatica, op.cit. pag.157

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Ma quando all’abate fu chiesto di sottoscrivere una dichiarazione che scagionasse del tutto i tedeschi, Diamare “mandò tutti a quel paese”.

29.10 L’Ucraina liberata dai nazisti …

Brano tratto da 1939 – 1945  il racconto della guerra giusta vol 2 di Pierluigi Raccagni

1944 L’UCRAINA LIBERATA

Dopo la liberazione di Kiev, nel novembre del 1943, ebbe inizio l’operazione che aveva come obiettivo l’accerchiamento di tutto il gruppo di armate di Von Manstein.

Manstein reagì decidendo di ritirarsi sulle linee del Dniepr, per far questo però dovette conferire con Hitler per ben sette volte.

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Secondo un’ordinanza generica la riva occidentale del Dniepr doveva essere ridotta a terra bruciata.

Il che voleva dire saccheggio e distruzione dei macchinari, delle case, degli edifici pubblici e di tutto quello che avrebbe potuto servire all’Armata Rossa una volta raggiunta la sponda.

Manstein, che per la prima volta aveva avuto libertà di ritirarsi, seguì alla lettera le indicazioni, facendo raggiungere alle sue truppe la riva destra del fiume sane e salve, ma di certo non al sicuro.

Il fronte di Manstein misurava 720 chilometri; per difenderlo aveva 37 divisioni di fanteria e 17 divisioni di Panzer e Panzergrenadier.Poco per fermare l’Armata Rossa di Konev.

Il 24 gennaio del 1944 le armate di Konev avanzarono sostenute da un massiccio fuoco di sbarramento, penetrando di 5 chilometri nelle linee avversarie.

La mattina successiva la 5a Armata di Romistrov passò fra i tedeschi chiudendoli nella famosa sacca di Korsun – Cerkassy.

E’ ovvio che Hitler diede ordine di resistere ad ogni costo.

Per salvare i tedeschi intrappolati furono mobilitate 4 divisioni corazzate che riuscirono ad aprire una piccola breccia.

Konev non si fermò, martellò il settore, incendiando le case dove i tedeschi si erano rifugiati.

A questo punto il generale Wilhelm Stemmermann ordinò ai suoi uomini di ritirarsi e di incamminarsi verso le forze che erano state inviate in loro soccorso.

Sembrava di essere ritornati ad una “piccola Stalingrado”, questa volta gli accerchiati, però, erano riusciti a muoversi e a trovare un piccolo pertugio dal quale fuggire dalla sacca.

Fu in quell’occasione che si potè constatare la ferocia con la quale i sovietici combattevano contro i tedeschi: le colonne tedesche furono prese allo scoperto senza armamento pesante, l’artiglieria e i carri armati russi le fecero a pezzi stritolandole sotto i cingoli, la cavalleria cosacca si dedicò alla caccia al tedesco massacrando con le sciabole anche quelli che volevano arrendersi.

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“Ebbene, il suo desiderio di servire l’umanità si trasformò in un’esplosione di veemenza, e lui comprese con tutto il cuore, non soltanto con l’intelletto, ciò che Gor’Kij aveva voluto dire parlando dell’amore che aveva generato e alimentato l’odio di Lenin per i nemici di classe. Non bisogna considerare più i tedeschi esseri umani!Al ricordo di quelle donne e di quei bambini morti che tanto lo avevano commosso anni prima….lui si crogiolò con spirito

vendicativo nella loro sofferenza. Se solo avesse potuto uccidere tutti i tedeschi uomini, donne, bambini…”.

Cfr.William T. Vollman, Europe Central, Milano 2010, pag.307

Si parlò di 20.000 morti, compreso il coraggioso comandante Stemmermann, 8.000 furono fatti prigionieri.

Stalin promosse maresciallo Konev per la carneficina; Vatutin, che aveva iniziato l’operazione, non ebbe nessun riconoscimento anche perché fu ucciso in un attentato da nazionalisti ucraini.

Il 19 febbraio Stalin ordinò la fine delle operazioni dopo 16 giorni di battaglia.

Il bilancio per Hitler era ancora una volta pesantissimo: 18.000 prigionieri catturati, 116 carri, 600 cannoni, 10.000 autoveicoli distrutti o lasciati al nemico. I morti, la cosa meno importante per il criminale boemo, furono 55.000.

Stalin, invece, confermava al mondo intero che la sua Armata ormai era pronta per arrivare a Budapest e quindi a Berlino.

E intanto avvenne il regolamento dei conti con i popoli che, secondo Stalin e il comitato centrale, si erano dimostrati poco affidabili se non collaborazionisti.

Finirono sotto il tallone della repressione i tedeschi del Volga, gli ucraini,i tartari di Crimea, i ceceni, gli ingusci, i karachi: la loro colpa era quella di aver creduto per buona fede, per opportunismo, per viltà, per anticomunismo, per antistalinismo, che i tedeschi li avrebbero liberati dal giogo stalinista.

“Nel gennaio del 1943 la situazione era talmente grave che il governo sovietico istituì uno speciale “fondo alimentare”…

Il progresso è solo bianco,secondo i Vannacci,Kirk,KKK….

Ormai è trasparente e chiara come l’ acqua del mare più bella.

Di tutte le etnie presenti sul pianeta terra,quella delle donne e uomini neri o meticci  è sempre all’ ultimo posto.

Eppure non siamo piu nell’ era delle colonie.

Però nello specifico quando parli di Africa siamo sempre alla mia Africa,al mal d’Africa,agli sbarchi,ai clandestini, all’ oro,ai diamanti,mai alla scienza,al progresso,alla scuola,agli ospedali che pure tra mille difficoltà sfornano premi Nobel in tutte le discipline.

Nella iconografia occidentale di questo millennio  i neri avanzano piano,il residuo coloniale è lo zio Tom.

Tanto per fare un esempio di spicciolo empirismo, quel generale nazifascista di nome Vannacci della Lega, quando vuole palesare la  purezza ontologica di italiano di fronte al razzismo, si mostra sorridente con l’ uomo nero di turno ,con permesso di soggiorno.

Quando è serio , però,ragiona come Il compianto Kirk e il KKK dividendo gli italiani in bianchi e neri.,(cfr Enogu..) senza contare che  insieme a Salvini,voleva Ilaria Salis in galera in Ungheria.

Mussulmano nero ( Cassius Clay, Principe rosso Jinping ),..si detesta a parole il maligno  occidente,ma non il capitale dell’ occidente che permette ai neri di diventare bianchi,ma non ai bianchi di diventare neri.

Perché non chiamare Einstein lo scienziato bianco,Cristo il profeta bianco?

Insomma “nero’lo sei tutta la vita, se sei uno schiavo,”giallo”  pulisci i cessi a Chinatown,united colors of sfruttamento.

America deriva da Amerigo Vespucci, è stata costruita sul massacro dei nativi e l’ esportazione degli eretici europei, è stata edificata da milioni di neri,gialli,di tutte le etnie e le religioni; ora che la schiavitù non c’è più in teoria,il mondo degli schiavi rimane lontano dall’ umanesimo promesso.

I colori della pelle valgono sempre e il bianco ancora prevale sui poveri di altre etnie.

Le guerre piacciono solo a chi non le ha mai fatte

La guerra di Gaza fra Israeliani e palestinesi è un po’ uscita dai radar .

Oggi va alla grande la guerra fra Ucraina e Russia,con tanto di tifo da ambo le curve.

Non mi sottraggo alla rissa,solo quando.mi danno del.nazista guerrafondaio filo americano.

L’ esercito dei filoputiniani è immensa: dai comunisti settari stalinisti dello 0.7 per cento,ai fascio leghisti salviniani,fino a certi dirigenti ANPI come Pagliarulo, che fanno finta di credere che Putin sia l’ ultimo brandello di socialismo reale.

Sono,dicono di essere  pacifisti, ma in realtà sono legati al nazionalismo reazionario di chi è vs l’ Europa politica,senza distinzione di classe.

Per cui le varie borghesie oligarchiche e para fasciste di Russia,Ungheria,Slovacchia,stando contro l’ Europa,esaudiscono le preghiere delle autarchie mondiali che appoggiano Trump per la politica interna,ma sono antiamericane nelle intenzioni ideologiche e nell’ ipocrisia.

I russi che hanno sempre timore fin dai tempi di Stalin che non si porti loro rispetto, vedono nell’ Ucraina il sentiero che porterà a Mosca i nuovi nazisti occidentali,con tanto di sanzioni rinnovabili a bestialità compiuta.

Questa fandonia,anche grazie a Bandera e al suo nazionalismo ucraino, viene strumentalmente fatta propria non solo dai nostri gesuiti stalinisti,pronti a cantare le vittorie di Stalin ,Beria,ma pure da tantissimi cinque stelle che vedono in Conte un Ghandi vs gli armamenti,un uomo che ha sempre il cuore aperto verso sanità,scuola,e reddito di cittadinanza.

Il minestrone dell’ anticomunismo, è presto fatto: metti insieme Putin Orban,Trump ,Salvini,Meloni etc e Zelensky rimane un solitario cocainomane nazista.

Pazienza.

22.10 Non interessa la sostanza,ma come rappresentare l’ apparenza

La sostanza,sub stantia, ciò che sta sotto il transeunte,è in crisi.

Da sempre,si dirà, perché la verità sostanziale non esiste,se non per chi ha fede in un dio,o in un essere in quanto essere, che non ha bisogno di apparire.

La rivoluzione tecnologica di internet e AI ha reso impossibile o quasi ogni speculazione approfondita sulla realtà, sempre più relegata a una  serie di fake,che una volta si chiamavano menzogne.

Esempi di mezogne sulla libertà di stampa:

finzione criminale nella costruzione di finte notizie sulle guerre ( numero dei morti enfatizzato o omesso),

finte immagini di donne che esibiscono il proprio viso sopra un corpo nudo di altre donne ( queste messe su FB pure dai mariti,si chiama hate speech ),

finte devastazioni di stazioni e città mai avvenute,indagati a Rieti  nazifascisti accusati di aver ucciso autista di pullman,dimenticati da quasi tutte le TV.

L’ assuefazione alla rappresentazione dell’ apparenza poi è il cuore dell’ offerta politica.

Le dichiarazioni dei vari leader,le polemiche costruite ad arte,il nulla spacciato per l’ essenziale,il detto che non è stato detto …il VAR non solo interviene sul rigore dato o non dato,ma pure su ogni citazione  di presunta rilevanza.

È proprio il connubio fra sacro e profano,che genera notizia.

Trump sparge liquame sui suoi cittadini che in sette milioni stanno manifestando per la democrazia con un video che fa ridere solo gli idioti,Putin che si piega per allacciarsi le stringhe delle scarpe come unico russo che si deve piegare all’ Europa e all’ Ucraina  è di una banalità sconcertante e via di seguito.

Le vignette satiriche su Hitler,Churchill Mussolini,degli anni trenta e quaranta erano buffe,oppure crudeli,( caccia all’ ebreo,al comunista..),ma testimoni di un’ epoca.

Oggi l’ apparenza del divenire ha tolto il senso della realtà perché dura il tempo di uno spot,di un telegiornale,dove la cronaca della morte,del sangue,di milioni di individui o di una sola donna uccisa diventa il senso della vita da guardare dal buco della serratura.

L’ effetto è incredibile.

Per finire:la stoica  Mannoia  che canta per uno spot di Enel con immagine degli italiani chiamati  eroi perché vengono al  mondo,lavorano,studiano,incute un  desolante interrogativo:

ma allora è tutto finto,tutto finito,o tutto vero?

Una cosa è certa: le bombe mafiose  non sono di sinistra

Ci mancava che non vi fosse la solidarietà universale per Ranucci e figlia sfiorati  da una bomba che poteva ucciderli.

È anche vero che su Sigfrido Ranucci,conduttore di Report ,ha imperversato da tempo l’ estrema destra di governo,dando al giornalista dello spara fandonie sinistrorso,del complottista da strapazzo, dell’ allarmista del nulla etc.

Querelato da più parti,minacciato di chiusura del programma, Ranucci non ha avuto vita facile in Rai.

L’ attentato ha fatto tornare indietro la memoria alla stagione delle bombe di mafia degli anni novanta.

Si può invece dire,come ha dichiarato lo stesso Ranucci ,che gli autori potrebbero essere dei manovali  specializzati della mafia,degli ultra neri delle curve, delle mafie  narcotrafficanti ,

Almeno secondo i primi accertamenti: potrebbe essere pure  un caso isolato…

C’è da dire inoltre che quando sono riprese le manifestazioni rabbiose per Gaza vi è stata la corsa da destra,ma pure da una certa sinistra fru-fru, a  vomitare toni grevi e pesanti sulla violenza dei manifestanti antagonisti.

La tensione nervosa dei governanti si è mostrata più pesante della tensione sociale.

Insomma secondo alcuni analisti da talk show il mondo è zeppo e zuppo di facinorosi che approfittano delle tensioni sociali o politiche per fare del male.

Questa bomba invece è stata ed è una cattiva notizia,per chi vuole far credere che la violenza politica sia solo a sinistra.

Un’ intimidazione,tutti d ‘accordo, visto che Ranucci aveva già ricevuto minacce da varie mafie per le sue inchieste su intrallazzi,sottogoverno,malaffare, rapporti  fra istituzioni,organizzazioni criminali.

Meloni  stessa appunto l’aveva chiamato in causa pubblicamente per le sue inchieste basate su fake antigovernative La Russa,pure, Santanchè anche:questo vuol dire qualcosa.

I centri di detenzione in Albania,inni al Redentore della presidenza del consiglio,erano stati denunciati dal giornalista più volte.

E quindi l’ attentato non può essere degli anarchici,centri sociali, black Bloc,rancorosi sindacalisti invidiosi dei” successi” meloniani.

I giornalisti di regime inquadrati hanno palesato ipocrisia stomachevole.

L’ attentato è contro chi critica l’ esistente malavitoso di certi colletti bianchi,ed è anche un’ intimidazione a chi non si fa i fatti suoi.

Ciula!

Si dice che l’ Italia sia fra le ultime posizioni per libertà d’informazione,la bomba è una ciliegina sulla torta di sapore mafioso .

Hikikomori, non solo guerra: il disagio drammatico dei giovani….

Sono migliaia i ragazzi in Italia che vivono isolati in una stanza,non perché segregati da genitori crudeli,ma per propria volontà.

Hikikomori non è una malattia riconosciuta, è un termine giapponese che indica una fuga dalle relazioni sociali,che sfocia in una depressione che ti porta a dormire 10 ore al giorno,come  in tutte le depressioni d’altronde.

Perché di notte stai sul computer,sui videogiochi,sulle chat no,vuoi isolarti.

Gli esperti in disturbi mentali parlano di ansia,rifiuto del giudizio altrui,scappatoia per evitare stress,confronti con gli altri.

Marco Crepaldi,psicologo,presidente associazione Hikikomori parla di un malessere profondo,pericoloso drammatico.

Comincia dall’abbandono scolastico per rifugiarsi in famiglia,poi dalla rottura coi genitori che ti spronano a reagire,quindi nell’ isolamento esistenziale per mesi,anche per anni.

È patologia da paesi  del primo mondo dove puoi mangiare senza lavorare,dove puoi stare mesi anche senza fare niente.

Un altro dei malesseri di una gioventù per noi anziani,vecchi boomer,  non intercettabile con il senso comune.

E non basta dire andate a lavorare.

Fosse così semplice avremmo risolto il profondo disagio giovanile.

13.10 Liberi ostaggi,e parte detenuti palestinesi:  un giorno di lacrime di gioia e rabbia

Oggi Trump parlando un’ ora al parlamento israeliano come fosse Abramo, ha prenotato un Nobel per un domani: tregua,e marcia per una pace duratura fra Israele,Hamas,Stati Arabi,Stati Uniti…

Intanto in un clima di festa e commozione arrivavano a Tel Aviv gli ostaggi detenuti dal 7 ottobre 2023 da Hamas: 48 in tutto,di cui 20 vivi.

Poi è stata la volta di centinaia di detenuti palestinesi tornare a casa in Cisgiordania fra donne in festa e bambini che non hanno.mai visto il loro padre condannato all’ ergastolo per le varie Intifada.

A Gaza,Hamas cerca di stanare i gruppi armati che sparano per depredare  gli aiuti umanitari della comunità internazionale.

Le fonti parlano di lotta per il potere,controllo dei cunicoli e delle risorse disponibili.

Il Mossad e il Likud,che hanno denunciato che  Sinwar rilasciato nel 2011 è stato uno degli ideatori del 7 ottobre,hanno palesato la loro contrarietà a rilasciare militanti attivi palestinesi che potrebbero riprendere la lotta armata.

Grande è la confusione sotto il cielo e la situazione è quasi eccellente per bambini ,donne,malati ,vecchi  palestinesi che mangiavano polvere sotto le bombe di Trump e Netanyahu .

Anche a Tel Aviv si dice che da oggi la vita appare migliore: l’ assedio musulmano è per ora finito…

Per ora tutto qui per me,fuori dalla tragedia con il corpo e la mente,non con il cuore.

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