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Dall’Operazione  Barbarossa al deserto di Irwin Rommel

Brano tratto dall’ ebook 1941 Operazione Barbarossa e Pearl Harbor: guerra totale di Pierluigi Raccagni gratuito dal 2 al 6 ottobre

Il consolidamento della resistenza sovietica implicò già alla fine di lu- glio 1941 un primo rallentamento dei tempi che i tedeschi avevano pianificato per lo svolgimento della campagna orientale, e ciò si ripercosse immediatamente, data l’estrema compressione del programma di guerra lampo, sull’ulteriore pianificazione della strategia, costringendo i tedeschi a rinunciare per tutto il 1941 sia all’avanzata sull’Egitto attraverso la Libia, sia a quello contro le posizioni britanniche nel vicino Me- dio Oriente attraverso la Bulgaria e la Turchia.”

Cfr. Hillgruber, op. cit. pag. 96

La guerra in Africa per i nazisti era secondaria, tutto doveva essere con- centrato sull’Operazione Barbarossa.

Ma i tedeschi capirono che dopo gli ultimi insuccessi militari degli ita- liani “l’Italia non può tenere”, come disse Raeder al Führer.

Mussolini, che aveva sempre rifiutato l’aiuto tedesco in Africa, poiché metteva in discussione il suo terreno di caccia, dopo i continui insuccessi si decise a malincuore ad accettare l’aiuto offertogli da Hitler.

D’altronde l’8 febbraio del 1941 il generale Graziani aveva telegrafato a Mussolini nei seguenti termini: “Gli ultimi avvenimenti hanno fortemente depresso i miei nervi e le mie forze tanto da non consentirmi di tenere più il comando nella pienezza delle mie facoltà…Vi chiedo pertanto di essere richiamato e sostituito”.

Graziani aveva preso atto del suo fallimento dopo che il 7 febbraio del 1941 si era svolta l’ultima controffensiva d’inverno. Gli inglesi avevano raggiunto El Aghelia: in due mesi avevano compiuto un’avanzata di 800 Km, polverizzando 9 divisioni italiane, catturando 120.000 prigionieri e 400 carri armati.

Tutta la Cirenaica era perduta.

Hitler stava preparando la madre di tutte le guerre contro la Russia, aveva già perso del tempo prezioso in Grecia per colpa degli italiani, detestava apertamente i comandi dell’esercito regio, si fidava solo di Benito Mussolini.

E allora dovette scegliere in fretta come tamponare la falla anche in Nord -Africa, nonostante avesse sparso divisioni in mezzo mondo.

Così convocò Erwin Rommel, nato a Heidenheim an der Brenz nel 1891, già decorato nella prima guerra mondiale per le sue gesta nelle Ar- gonne, in Romania e in Italia.

Il generale, che si era messo in luce al comando della 7a divisione coraz- zata del XV corpo nelle operazioni sulla Mosa, ad Arras e a Lilla, sulla Somme, e che raggiunse per primo la Manica nel giugno del 1940, stava godendosi due giorni di licenza nel villaggio di Herrlingen, quando un aiutante del quartier generale del Führer bussò alla sua porta conse- gnandogli un messaggio urgente.

Hitler lo voleva vedere subito per affidargli il comando generale di due divisioni della Wehrmacht in Libia.

Quando l’indomani fu introdotto dal Führer questi gli fece una minu- ziosa relazione di quello che si aspettava dal suo intervento.

Hitler fece un riassunto e un’analisi della situazione con la solita sicu- rezza, parlò per due ore e in sintesi presentò a Rommel il quadro gene- rale delle operazioni.

Dopo la vittoria tedesca sulla Francia, disse il Piccolo Caporale, l’Inghilterra si trovava isolata. La Luftwaffe non era riuscita ad ottenere la su- premazia sui cieli, ma era impegnata a bombardare fabbriche e città bri- tanniche.

I sommergibili tedeschi colpivano in gran numero navi mercantili ne- miche: gli inglesi avevano perduto due milioni di tonnellate di naviglio dall’inizio della guerra, mentre dai cantieri navali tedeschi uscivano di- ciotto sommergibili al mese.

Non era necessario attuare l’invasione dell’Inghilterra, (operazione Leone Marino), considerato che gli inglesi sarebbero stati costretti pre- sto a chiedere una pace separata.

Prima di tutto bisognava risolvere il problema dell’orso sovietico che mirava ad avere un’influenza sugli stati Baltici e su zone tradizional- mente sottoposte all’influenza di Berlino.

Dato che questi avrebbe rifiutato qualsiasi imposizione da parte tede- sca, sarebbe servito impartire una dura lezione a Stalin attraverso una guerra lampo sul modello di quelle di Francia e Polonia.

Tutto questo non poteva far dimenticare gli obblighi verso l’alleato italiano, truppe tedesche sarebbero entrate in Bulgaria per aiutare gli italiani in Grecia.

E la perdita della Libia per Mussolini sarebbe stata un’umiliazione troppo grave.

Un corpo di spedizione tedesco composto da due divisioni corazzate sarebbe stato inviato al più presto nel Nord-Africa per impedire agli inglesi di avanzare verso Tripoli.

Hitler concluse dicendo a Rommel che gli affidava il comando dell’Afrika Korps e che era certo che avrebbe saputo adattarsi benis- simo alle condizioni particolari della guerra di Libia.

“Tornate a trovarmi fra sei settimane. Mi riferirete su quello che avrete visto” concluse Hitler.

Rommel non si fece pregare due volte, pochi giorni dopo, il 12 febbraio, era già a Catania dopo un breve incontro a Roma con il generale Guz- zoni per stabilire la linea del fronte nella Sirte.

Il tedesco non perse tempo.

Quasi tutti i giorni faceva la spola fra Tripoli e il Golfo della Sirte, dedicandosi allo studio del territorio.

Si muoveva con un Fieseler Storch, piccolo aereo di ricognizione bipo- sto.

Appena sul posto l’ufficiale tedesco, dal viso affilato e dallo sguardo mobilissimo, impose subito il suo carisma conquistandosi il rispetto da parte delle truppe.

27.9 L’ “hostipitalite’ ” di J.Derrida,come essere ostili nell’ accoglienza

Il neologismo di cui sopra coniugato dal grande filosofo Derrida  venti anni  fa è dedicato ai migranti: un misto di accoglienza ob torto  collo e ostilità   verso i processi di immigrazione.

Non riguarda solo gli italiani: fare un giro in Germania,Inghilterra,Svizzera  nord Europa,Stati Uniti etc per comprendere che l’ integrazione c’è stata,ha fatto comodo,ha contribuito all’ erario dei singoli paesi ,ma non è vista come possibilità di sviluppo e progresso in positivo.

Adesso si vogliono rivedere tutte le norme internazionali che favoriscono l’ accoglienza.

Il dibattito sullo ius scholae in Italia è l’ esempio più lampante.

Un quarto degli studenti nati in Italia da genitori stranieri non ha titolo alla cittadinanza.

Politici,studiosi,giornalisti ammettono che è un grave deficit di democrazia.

Se sei italiano di nascita,se parli italiano e pure bresciano o bergamasco non si vede perché devi aspettare che ogni due anni o cinque anni i genitori rinnovino la residenza.

Dire che non c’è posto per tutti è una menzogna: l’ Italia ha bisogno di immigrati  per via del deserto demografico, più i giovani italiani di  origine extracomunitaria studiano più tutti ne beneficiano.

Così lo ius scholae permetterebbe di non tenere nel limbo migliaia di ragazzi,che vogliono studiare in Italia perché vivono l’ Italia.

A questo proposito Auf e BsW in Germania,Vannacci,Salvini,Meloni in Italia,insieme alla demenza di Marco Russo e Diego Fusaro sono compagni di merenda dell’ ostilità mascherata da paternalismo.

Anche la sinistra su certi temi dovrebbe andare giù dura,discriminare i ragazzi è da canaglie.

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Arrivano gli antifascisti!: paranoie strumentali di lego fascisti …

Il Ministro dell’ Interno Piantedosi, spietato contro i deboli per natura,è convinto che ci sia un complotto vs.il primo governo post repubblichino,nella storia repubblicana antifascista.

Per questo è raggiante  per il ddl 1660 sulla sicurezza che si presenta come un deterrente vs. il movimento democratico,antifascista in una forma mai vista prima: ci sono proposte di pene detentive pure per chi inneggia all’ occupazione di case, strade,per chi fa sit in,per chi rifiuta un carcere disumano,per chi aiuta i migranti…

Quasi un’ emergenza per evitare un’ insurrezione vs i poteri dello stato.

Così qualsiasi critica al governo è istigazione alla sovversione.

Dicono che la sinistra,ONG,Papa,movimenti,anarchici,giornali,media in generale cingano d’ assedio il Palazzo da quando Giorgia e Arianna Meloni sono le superstar della politica pop fascista: la sinistra in affanno cerca ogni pretesto per fare cadere il governo.

Per metterci Lenin?

No,Mario Draghi, e magari un governo tecnico.

Ma è pura paranoia,i sondaggi vanno di lusso, l’ allarmismo serve per far capire all’ opinione pubblica che l’ Italia meloniana è circondata da “negri”,comunisti,democratici in genere.

Salvini,che Orban per sua voce ritiene un eroe,forse a Palermo tenterà una Capitol Hill sulla spiaggia di Mondello,per difendersi dal tentativo golpista della magistratura.

Giorgia intanto flirta politicamente con il super miliardario di destra trumpiano Elon  Musk,primo della fila dei miliardari reazionari tipo Trump&Putin: l’ underdog vittimista lo fa solo in Italia.

Una precisazione: Giorgia ha chiesto a Musk, l’ uomo più ricco del mondo, fondatore della Tesla,con un patrimonio di 250 miliardi di dollari di premiarla ufficialmente per la sua performance governativa.

Morire dalle risate non si può,la questione è drammatica,ma non seria,direbbe Flaiano.

Invece è serissima e grottesca: finché ci sono i Sangiuliano,e i Musk  c’è speranza per i lego fascisti di dio,patria,famiglia..

23.9 storia 1942 Eserciti nazifascisti  nel calderone della Russia

Brano tratto dall’ ebook Ordine nuovo prime sconfitte dell’ Asse di Pierluigi Raccagni gratuito dal 23 al 27 settembre

Il problema era che i due eserciti erano esausti e che nel calderone della Russia occupata poteva ancora succedere di tutto.

Sia i tedeschi che i sovietici si stavano leccando le ferite di un inverno rigido e di battaglie cruente.

Era una situazione infernale ai limiti delle risorse umane.

Hitler e Stalin, per convincere i propri generali della bontà delle loro strategie, si davano da fare con tutto il loro carisma.

Hitler confidò al generale von Paulus, comandante della 6a armata, che se non riusciva a mettere le mani sul petrolio del Caucaso, sarebbe stato costretto a por fine alla guerra.

Da parte sua, Stalin voleva anch’egli disporre del petrolio del Caucaso; più che il nome di Stalingrado il grande condottiero comunista capiva che quelle zone erano sostanziali per la sopravvivenza della madre Russia.

Hitler pensava alla grande, Stalin contrattaccava per cercare di contenere la guerra apocalittica dei nazisti.

E sì che la fortuna non abbandonò il capo supremo del comunismo mondiale.

Il 19 giugno 1942 il maggiore Reichel, volando su un piccolo aereo da ricognizione, precipitò dietro le linee sovietiche.

L’ufficiale trasportava nella sua borsa, trasgredendo a ordini precisi, tutti i piani dell’inizio dell’operazione Blu (come abbiamo visto era il nome convenzionale della grande offensiva dell’estate che era stata posposta dai tedeschi per l’attacco di Char’kov).

Come nel giugno del 1942 Stalin credette che quei documenti trovati casualmente fossero il frutto della disinformazione dei servizi tedeschi.

In effetti i generali tedeschi volevano attaccare Mosca.

L’intuizione di Stalin, quindi, era giusta, ma i documenti erano autentici visto che poi l’offensiva tedesca si sarebbe inoltrata verso il Caucaso per stessa volontà di Hitler.

In una simile situazione di estrema confusione arrivò una sconfitta che ai sovietici costò migliaia di morti.

Il 28 giugno 1942 fu lanciato l’attacco dai nazisti e le forze armate sovietiche si mostrarono impreparate ad affrontarlo.

Per prima cosa la velocità dei panzer occupò subito la città di Voronež, 30.000 soldati sovietici furono fatti immediatamente prigionieri.

I tedeschi si spinsero avanti con la solita furia distruttiva, ai loro fianchi rumeni, italiani e ungheresi sostenevano i panzer nazisti che ingaggiarono una durissima battaglia a Voronež sul Don.

Lì si assestarono su posizioni difensive permettendo a Hitler di avanzare verso il Volga.

Il corrispondente di guerra del Völkischer Beobachter così scriveva:

” (…) il russo che finora ha combattuto con accanimento a ogni chilometro, indietreggia senza tirare un colpo di fuoco. La nostra avanzata è ritardata soltanto da ponti distrutti e dall’aviazione.

Quando le retroguardie sovietiche sono troppo incalzate, esse scelgono una posizione che permetta di resistere fino alla notte.

Non ci si preoccupa dei russi che rimangono negli intervalli, talvolta di 20 chilometri, che separano le nostre divisioni. Inoltrarsi in questa vasta regione, senza trovare traccia del nemico, è preoccupante”.

Cfr. Claude Bertin, Il conflitto russo tedesco, Ginevra 1973, pag. 233 vol. 2

Nonostante la difesa disperata dei sovietici che cercarono di costruire linee difensive improvvisate, le difese russe crollarono e il 9 luglio i tedeschi piombarono su Rostov, sull’estuario del grande fiume Don. Reparti del NKVD, questa volta, finalmente combatterono fino alla morte contro i nazisti e non contro contadini ricchi e dissidenti, Gli uomini del NKVD, in quella occasione, dimostrarono di essere comunisti al servizio del popolo e non solo del partito.

1942 SECONDO SEMESTRE

Alla fine di luglio Hitler era talmente convinto di un’altra vittoria che divise le sue truppe in due:

1. il gruppo armate A avrebbe dovuto conquistare i giacimenti petroliferi del Caucaso.

2. il gruppo armate B si portò a est attraversando il Don, con l’ordine di conquistare la città di Stalingrado sul Volga.

Dopo la direttiva n.41 seguì la direttiva n. 45 di Hitler.

Nella direttiva n.45 del 23 luglio Hitler in pratica ribadiva la necessità di lanciare le sue truppe in due direzioni: verso il Caucaso e verso il Volga.

“Nel corso di una campagna durata più di tre settimane, i lontani obiettivi da me assegnati all’ala meridionale del fronte orientale sono stati sostanzialmente raggiunti, e solo deboli formazioni avversarie del gruppo di armate Timošenko sono riuscite a sottrarsi all’accerchiamento, mettendosi in salvo nella sponda meridionale del fiume Don.

20.9 A Kabul,a Teheran, ragazze e donne in ostaggio a criminali peggiori dei nazisti…..

Così siamo arrivati a quello che ci aspettava dal ritorno degli studenti di Teologia,detti Talebani,che in Afghanistan hanno organizzato un lager per le donne di inaudita violenza.

Agenzie di stampa,media in generale,fonti clandestine riportano  notizie da non credere.

Le donne non possono uscire di casa da sole,le ragazze non possono andare a scuola oltre i 14 anni,non possono cantare,non possono parlare in pubblico: devono fare  figli e lavorare per gli uomini.

Quando Biden lasciò l’ Afghanistan e le donne supplicarono di prendere a bordo le loro figlie furono prese a frustate dai Teologi coranici.

Chi ricorda Kabul nelle mani degli imperialisti Usa, ora rinfaccia agli Stati Uniti la politica usa e getta verso gli indigeni.

Gorbaciov lasciò l’ Afghanistan quando l’ Urss stava morendo,poi Bin  Laden avute le armi dalla Cia,li rivolse contro gli yankee.

Poi ci fu l’ 11 settembre e il Signore della guerra antimperialista fece scordare che Kabul era l’ inferno per chi era nato donna.

Per le donne nulla cambiò, così come nulla cambiò nella raccolta del papavero,che non è solo un fiore.

Sono dei radicali criminali i Talebani, così come lo sono i sacerdoti criminali di Teheran che ammazzano le ragazze che non portano il velo compatibile con il Corano.

Chi in qualche modo ha visto nei Talebani e negli sciiti iraniani la rivolta contro l’ imperialismo occidentale,dovrebbe portare le ragazze e le donne dell’ Occidente da quelle parti.

Soprattutto le loro mogli,figlie,compagne,bambine etcetcetce

18.9 Bassi  salari agli insegnanti? Tanto la maggioranza sono donne..e precarie

Comincia la scuola con l’eterno problema del precariato,che intanto deve rifare il concorso  facendo risparmiare la messa in ruolo di masse di docenti alla Corte dei Conti.

Ogni anno si scopre che gli insegnanti italiani sono i peggio pagati d’Europa, quest’ anno del mondo.

Già le donne guadagnano meno degli uomini e dato che nella scuola le donne sono in maggioranza, allora i conti tornano nella loro totalità.

Non ci sono soldi per gli insegnanti, è un ritornello che si ripete almeno da quando sono entrato nella scuola nel ’77.

In più,dal nuovo millennio, sono oberati ,dalla materna ai licei,da tali incombenze burocratiche,da numerose pratiche leziose che hanno di fatto prolungato i tempi di lavoro,che non vengono più dedicati alla formazione e alla didattica.

La Schlein denuncia la vergogna di una scuola lasciata al volontariato e al buon cuore di professori,bidelli,presidi,personale amministrativo ecc.

Ha ragione,certo.

Ma l’ appello finirà nel vuoto come sempre.

Al Sud fare l ‘insegnante è ancora un buon lavoro,si spende meno per vivere sussurrano gli addetti ai lavori che vogliono legalizzare l’ autonomia differenziata già in essere.

Così le ragazze ” sudiste”  che hanno faticato sui libri con la passione di insegnare sperano nel precariato al Nord,per poi  magari trasferirsi al Sud….

Il resto è propaganda miserabile di governi che non hanno mai considerato scuola e sanità presidi di democrazia fondamentali per i diritti umani.

16.9 Matteo ” ha fatto il suo dovere”,come tutti gli impiegati della banalità del Male…

Matteo Salvini rischia 6 anni di carcere per aver lasciato in mare illegittimamente 147 migranti della nave ONG Open Arms dal 24 al 20 agosto 2019,quando era ministro dell’ interno del governo giallo verde.

C’ erano migranti che soffrivano sotto un sole bruciante,si buttavano persino in acqua,donne e bambini erano in balia di un ministro che sulle spiagge romagnole mostrava tutta l’ arroganza del potere.

La procura di Palermo non ha creduto che il ducetto stava difendendo la sacra patria.

Il tutto, però, è ancora in divenire,

Anche se la Meloni,che allora non era al governo,ma ha fatto della lotta all’ emigrazione un punto fondante il suo programma fascista,insieme alla repressione di varie forme di dissenso democratiche e antifasciste ( vs.i sit in pacifici,l’occupazione di case sfitte da anni,le rivolte carcerarie etc.) si e’ prodigata per il Matteo che ha fatto ” solo il suo dovere.”

Esagerando per capirci, anche Eichman disse di aver fatto il proprio dovere,come tutti i criminali nazisti.

Il 17 ottobre l’ avvocato Bongiorno farà la sua arringa difensiva enfatizzando che Salvini ha agito nella piena facoltà del suo mandato: quello di difendere i confini italiani.

I giudici di Palermo  che, come già accennato, la pensano diversamente,sostengono che il patriota ha fatto tutto senza mandato governativo, per racimolare consenso.

Apriti cielo,Salvini fa la vittima,vuole mobilitate le truppe leghiste più vicine alla reazione razzista per fare vedere che i giudici di sinistra sono eversivi.

La pavidità del personaggio è nota,e pure quello della Meloni e governo che sono duri con i poveracci e garantisti con gli impostori del proprio familismo.

Anche in questa caso bisogna aspettare il processo,anche se eticamente e moralmente questi individui sono la banalità del Male del terzo millennio.

Salvini piangendosi addosso ha dichiarato che nel 2027 forse si ritira.

Sui tempi brevi siamo tutti morti,

13.9 Trump:la rappresentazione razzista e fascistoide del mondo

“Gli immigrati  haitiani mangiano  i cani e i gatti degli americani”

” Kamala Harris,la marxista, vuole fare entrare negli Usa milioni di immigrati”

“Le donne abortiste uccidono i bambini anche al nono mese

E altro sul mondo gender.

Tutto il fascismo idiota del golpista Trump è stato vomitato nello scontro televisivo  con Kamala Harris in TV per la corsa alla Casa Bianca.

Che  un personaggio del genere,bugiardo e corrotto, possa piacere anche a parte di immigrati,latinos,nativi americani e  afroamericani fa degli States un luogo estremamente pericoloso per la democrazia.

Anche se Donald è già stato sconfitto dall’ elettorato,cosa che non ha mai ammesso, anche se ha gridato  ai brogli e incitato la marea di Steve Bannon e QAnon  all’ assalto di Capitol.Hill, oggi è tornato a rivendicare il Born in Usa.

Anche in Italia Trump fa proseliti nella destra che vede nella Schlein il volto bianco di Khamala Harris:,entrambe ricche,radical chic,una ebrea,l’ altra nera.

Lo stanno aspettando quelli che sperano che Trump, abbandonando il sostegno militare all’ Ucraina, faciliterà la pace putiniana,lo sta aspettando chi vuole che i diritti civili siano ridimensionati o cancellati in Italia in favore del pensiero reazionario.

Un classico: la sinistra perde in tutto il mondo perché rappresenta i poteri forti,pure arcobaleno.

I fascisti,come nel ventennio,si occupano di underdog che servendo gli stessi poteri forti in modo corporativo e nazionalista, mantengono l’ordine del capitalismo feroce.

Queste considerazioni ormai universali vanno bene a tanti che trovano giustificazioni per le derive violente antidemocratiche:  come è sempre stato hanno un fondo di verità, che viene strumentalizzato dalla destra  estrema internazionale.

In Usa i fabbricanti di armi gongolano a sentire Trump,

Al  KKK,a tutto il mondo antidemocratico ,anti libertario il coagulo di strati popolari intorno alla violenza reazionaria piace.

Perché all’ Amerika è sempre piaciuto il connubio Religione – Winchester contro afroamericani,comunisti,donne, intellettuali,studenti di sinistra.

Ricordiamo, a proposito,che durante la presidenza Johnson nel ’65 la classe media americana incitava la polizia e la Guardia nazionale a sparare sugli afro – americani e gli hippies ( do you Remember Easy Reader?), che erano vs.la guerra in Vietnam.

Trump ha paura della diversità,il suo suprematismo bianco è fascismo biologico, cioè nazismo.

Harris meglio di Trump ,nel faccia a faccia.

Però la partita è appena cominciata.

11.9 Youssef morto in carcere a 18 anni,aveva problemi psichici…ed era povero

Continuano le morti in carcere ,i suicidi ,le vessazioni per alcuni  detenuti , con particolare riguardo ai disperati che vengono in Italia con mezzi di fortuna:barconi e barchini,molte volte si tratta di naufraghi.

L’ ultimo in ordine di tempo è quello di Youssef ,che per la schifosa e ipocrita morale fascista e pure perbenista italiota era un balordo in attesa di giudizio per una tentata rapina.

Il suo avvocato ha dichiarato che non doveva stare in carcere,ma in una casa di cura,dove avrebbero dovuto occuparsi delle sue ombre psichiche.

È morto bruciato in bagno,forse nel tentativo di spegnere il fuoco che aveva appiccato per protestare la sua detenzione.

Nelle carceri italiane c’è un sovraffollamento del 130 per cento,due terzi sono immigrati poveri,soli.

I suicidi sono all’ ordine del giorno,in più casi si denuncia la promiscuità di celle e infrastrutture.

Tutte cose che si sanno da almeno mezzo secolo.

Quando sentivi Giovanni Toti,ex presidente Regione Liguria, che si lamentava di stare agli arresti domiciliari davanti al mar Ligure,oppure Sangiuliano,il giullare di corte che piange lacrime amare sui complotti,ti viene da vomitare una rabbia infinita.

Non so se si è notato,ma questa estate sono state decine le rivolte nelle carceri,anche negli istituti per minori come il Beccaria di Milano.

Se non fosse per i radicali,i cattolici,i democratici,gli anarchici,i volontari che ci mettono l’anima a fare sentire la propria voce,il silenzio sarebbe cimiteriale.

Siamo nel G7,ci vantiamo di avere un Pil a livello europeo,ma non abbiamo pietà per il dolore altrui,soprattutto di provenienza esotica.

Andate nelle carceri,e poi parlate,coglioni di tutti i colori

Comunque l’ Albania lì aspetta, c’è solo da attraversare un altro mare.

Gli italiani,invece,sono pronti alla morte, perché lo canta l’ inno.

Le guardie ,sotto organico,sono a pezzi.

Orgoglioso di essere stato utile al prossimo   per sette anni a S.Vittore.

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