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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

15.1″ L’ antisemitismo è il socialismo degli imbecilli “- Vladimir Lenin

Gli ebrei hanno sempre trovato chi li additasse come causa di ogni male.

Secondo Ian Kershaw pag 123 “All’inferno e ritorno”, dopo la prima guerra mondiale, durante la guerra civile in Russia, in Ucraina furono uccisi 50/ 60.000 ebrei in 1300 progrom.

Polacchi contro Ucraini ebrei e viceversa.

. Un sociologo russo scrisse nel 1921 che gli ebrei “sono odiati ovunque al di là delle convinzioni politiche, della classe, e dell’età”.

E nell’Europa orientale gli ebrei furono identificati coi bolscevichi. Nessuno è innocente sulla questione ebraica, e la Shoah è stato il giudizio finale dell’ideologia di nazisti, fascisti, franchisti, e populismi rancorosi e invidiosi e avidi che volevano espropriare gli ebrei dei loro beni.

Tutti potremmo continuare con cifre e numeri raccapriccianti.

Quello di Hamas è il partito dei nazisti islamici, e Auschwitz, che ho visitato due volte, è l’inferno in terra.

Altro che alibi per chi è di etnia ebraica.

Dovranno passare altri mille anni, disse Hans Frank, governatore della Polonia dal 1939, per riparare il male fatto.

Questo non vuol dire approvare il massacro di Gaza,oppure trattare da equilibristi opportunisti la questione palestinese.

Anzi, il massacro di Gaza rimane una risposta cinica e fallimentare della politica di destra di Netanyau, del suprematismo dei coloni, delle ingiustizie del mondo.

Ci vorrebbe una pace, ma anche una tregua umanitaria duratura non sarebbe da buttare se Israele non continuasse nei bombardamenti,e i fondamentalisti vari della galassia anti giudaica, nella loro politica suicida ai danni proprio dei palestinesi,non continuassero a tenersi gli ostaggi del 7 ottobre.

L’ accusa di genocidio a Israele del Sudafrica e però ambigua,gli ebrei il 7 ottobre sono stati massacrati in quanto ebrei, è scontato che il genocidio se c’è ,riguarda entrambe le posizioni.

Chi è di sinistra non può professarsi antisemita,lo si dovrebbe riconoscere.

L’ antisionismo è una posizione politica, l’ antisemitismo una lurida discriminazione criminale.

Perché dal 1939 al 1945 tutti sapevano che i treni per l’Est portavano allo sterminio, ma nessuno di fatto fece niente.

E perché gli intellettuali ebrei in maggior parte sono sempre stati in ogni nazione,liberali,marxisti ma soprattutto antifascisti.

12.1 Nazionalismi guerrafondai,antisemitismo,razzismo: moneta corrente della catastrofe reazionaria..

Si’, la storia quando si ripete è farsa o tragedia,e qui è senz’altro tragedia .

Una moneta corrente di vecchio conio gira per il mondo.

Dal nazionalismo e dall’ antisemitismo di Russia,Iran e Hamas fino all’ islamofobia dell’ ultradestra israeliana, si fanno strada i punti cardinali che gli storici considerano peculiari alla catastrofe della “guerra dei trent’anni del secolo scorso” ( 1914 -1945).

L’ esplosione del nazionalismo etnico – razzista,la richiesta di rivedere i confini territoriali,la crisi del capitalismo capitanata dal populismo di estrema destra: non manca nulla alla controrivoluzione, nel senso di reazione dinamica alla democrazia.

Putin pretende di rivedere i confini con l’ Ucraina,la pax russa e ‘una violenza contro uno stato di diritto.

Israele non vuole nei fatti che Gaza esista, e viene accusata formalmente di genocidio,la Cina promette l’ annessione di Taiwan,

Lo Yemen,una delle regioni più disgraziate del pianeta,per indice di povertà viene bombardata da GB e Usa……

Quello che ha funzionato come detonatore delle più grandi catastrofi della storia umana,prima e seconda guerra mondiale,oggi viene presentato come ideologia alternativa alla globalizzazione della democrazia e dei diritti civili: nazione,razza,religione,terra,capitalismo populista violento e autarchico sono gli ingredienti del”.nuovo” che avanza.

Un nuovo che sa di putrido,di marcio,di discriminazione,di apartheid salutato anche in Italia da Dio,patria,famiglia…

Così quello che si credeva un mondo libero non solo per il libero mercato sta diventando l’ universo del regresso, che per molti italioti parafascisti viene indicato come TRADIZIONE.

E le forze progressiste,le grandi tradizioni socialiste,socialdemocratiche,anarchiche,sembrano assistano sgomenti allo scempio, subendo la lotta di classe dei capitalismi dominanti.

Sono solo i potenti,i ricchi,i mafiosi,che tengono in mano il pallino della storia,in questo momento.?

Chi è disposto alla guerra civile contro questa ingiustizia, può sempre scrivere un post, perché il resto sembra impossibile.

Non solo per colpa dei democratici ,ovvio.

10.1 Acca Larenzia 1978: vuoti di memoria per una GUERRA civile infinita

Polemiche a non finire, o già finite, per quella che viene chiamata, giustamente la strage di Acca Larenzia dell’8 gennaio 1978, nel quale morirono tre giovani fascisti.

Il rituale del” presente” di centinaia di militanti neri alla commemorazione davanti alla ex sede del Movimento sociale italiano di tre giorni fa, con tanto di braccio alzato nel saluto romano, ha riportato il dibattito sulla presenza del fascismo nell’Italia meloniana dell’estrema destra al potere.

Nei primi talk show, giornalisti di destra e di sinistra light,hanno dimenticato di ricordare che se due fascisti furono uccisi dai “Gruppi armati per il Contropotere territoriale” di filiazione brigatista, un terzo militante fu ucciso dai carabinieri in seguito al sit in di protesta che i giovani missini inscenarono dopo la sparatoria.

Secondo Wikipedia, che non è la Bibbia, ma che in questi casi va consultata, il capitano che sparò, fu poi prosciolto nel 1983,nel 1987 una pentita accusò 5 giovani ex di Lotta Continua,uno dei quali si suicido’ in cella.

Lo stesso Msi non fece nulla per appurare la verità sul terzo omicidio,visto che voleva tenere buoni rapporti con l’arma dei carabinieri.

Comunque ,nessun colpevole.

Alla cerimonia ufficiale erano presenti alcune autorità bipartisan: il governatore della Regione Lazio Francesco Rocca, Miguel Gotor, in quota sinistra art. 1 fino al 2017 storico affermato, e Fabio Rampelli,vicepresidente della camera dei deputati di FDI, personaggio mai pentito del fascismo buono, che secondo lui ammazzava per ideali, insieme alla cosiddetta ultra sinistra autonoma e pure idealista, strumentalizzati ed eterodiretti però dagli apparati dello stato.

Insomma come c’era da aspettarselo la ricostruzione dei dodici anni di guerra civile strisciante ( 1969 – 1980) fu la conseguenza degli apparati di stato che sovrintendevano ad ogni strage nel solco degli opposti espremismi.

Mai ricostruzione fu più sballata e superficiale.

Lo stragismo, il terrorismo nero, l’attacco ai sindacati, al Pci, al Psi, ai militanti della sinistra parlamentare, alle donne ( stupro di Franca Rame massacro del Circeo ad esempio) videro sì la copertura di parte delle deviate istituzioni repubblicane, ma dalla parte di fascisti golpisti, reazionari, mafiosi di ogni risma.

I morti furono centinaia.

Il 18 marzo 1978 i fascisti uccisero a Milano Fausto e Iaio,dopo il rapimento Moro, sempre in quell’ anno fu assassinato Peppino Impastato,nel 1980 vi fu la strage di Bologna….

Certo ad Acca Larenzia morirono tre giovani missini,e ognuno ha diritto di seppellire e onorare i propri morti.

Ma l’ apologia al fascismo è da fuorilegge, cari camerati governativi.

E lo spettacolo è stato desolante per chi crede nella democrazia,anche se era l’ ennesima replica.

Foto repertorio

5 /6. 1 Il pistolero di Biella non è fascista, è il fascismo

Buona Epifania

8.1L’ idea darwiniana della sopravvivenza trionfa sempre: anche nelle guerre recenti ..

Finita l’ età degli imperialismi alla fine della seconda guerra mondiale e conclusasi la guerra fredda, secondo storici come Richard Overy,( cfr. Sangue e rovine), si credeva che l’ impero – nazione fosse quasi cosa morta.

Invece oggi i conflitti Russia – Ucraina e Israele – Palestina, e altri più dimenticati,forse ci dimostrano che la difficoltà di trovare un negoziato di pace,è data anche dal fatto di evitare che la sconfitta comporti una distruzione totale del proprio stato e della propria cultura da parte dei belligeranti.

Quando si dice che la sconfitta dell’ Ucraina sarebbe la sua fine,che la sconfitta di Hamas vorrebbe dire la scomparsa definitiva della Palestina,e che Israele viene attaccato in quanto giudeo , più che sionista,si riduce il conflitto ad una necessaria forma di sopravvivenza darwiniana.

O noi o loro dicono i generali israeliani, così fanno eco Hamas e jadisti,e sacerdoti iraniani.

I commentatori e gli analisti di queste due guerre sono concordi,infatti,nel dire che le guerre saranno ancora lunghe e che termineranno per stanchezza,per numero di morti,per il fatto che lo Occidente,soprattutto, dove non vi sono state guerre per 80 anni,ripudia la guerra solo in casa propria.

Abituarsi a convivere con la guerra,ci insegna la storia, non significa guardare la TV sperando nella pace una tantum.

Ucraini,russi,arabi.israeliani etc devono convivere con la perdita degli affetti,i massacri dei civili,la fame e la miseria nei luoghi vicini al fronte .

Insomma, si credeva che il darwinismo sociale del neo capitalismo fosse solo guerra quotidiana nella lotta di classe,il panta rei della storia marxiana.

Invece la guerra,queste guerre,sono quelle di sempre.

Nazionaliste e imperialiste e feroci.

Purtroppo la umanizzazione della guerra è solo un’antinomia, nemmeno kantiana.

2.1.”La guerra può essere ridotta alla formula: si muore per i propri ideali perché non vale la pena di vivere per essi” – Robert Musil

Robert Musil,drammaturgo e scrittore austriaco,autore de ” L’ uomo senza qualità” dopo la macelleria della prima guerra mondiale, con 15 milioni di morti, quando tornò a casa trovò l’ex impero Austroungarico in una desolazione di miseria e dolore.

E sì che l’ entusiasmo per l’ entrata in guerra fu generale in tutta Europa,soprattutto da parte dei giovani che si arruolarono in massa per la Patria,per il Re,per l’ onore,per la gloria.

Il ritorno alla normalità fu quello di sempre: cimiteri e lapidi ovunque. Malati,mutilati,storpi agli angoli delle strade a chiedere la carità in quel di Vienna,Berlino,Milano,Londra,Parigi etc.

Così Musil,ufficiale sul fronte italiano, scoprì che la grandezza della morte in guerra era la più lurida delle menzogne e che l’ inutile strage aveva affondato le illusioni nell’ oceano della mera sopravvivenza.

Dopo la guerra negli anni venti si scatenò la controrivoluzione fascista vs.la rivoluzione russa.

In Russia operai e contadini avevano fatto la rivoluzione contro chi li aveva mandati a morire contro altri proletari,con una divisa diversa.

La cosa dovrebbe fare riflettere.

Si erano salvati dal nulla della guerra imperialista con una guerra civile che prometteva pace,pane,lavoro, libertà.

Un nuovo mondo: quello del socialismo.

Centinaia di milioni di donne e uomini,scelsero una ragione per vivere,forse perché avevano una ragione per morire,forse perché non potevano fare altro, viste le condizioni miserabili in cui vivevano.

La virtù degli ideali del socialismo si manifestò in una guerra civile da centinaia di migliaia di morti.

Eppure quella rivoluzione, cambiò il corso della storia, e fu,anche con le sue tragiche contraddizioni, la più alta espressione di cultura anticapitalista.

Riflettere sulla pace è impossibile, senza fare i conti con G.W.F.Hegel,gia’citato più volte: ” i libri senza guerra,sono libri con le pagine bianche”

La guerra giusta è una bestemmia,ma quella vs.il nazifascismo fu un atto di civiltà,Buon anno….

29.12 – ” Non pensate che io sia venuto a mettere la pace…sono venuto a mettere la spada…” ( Matteo 10,34)

Una beatitudine quasi rabbiosa,il Gesù rappresentato da Pasolini nel Vangelo secondo Matteo.

Soprattutto lo sarebbe oggi.

Perché era un ebreo che visse in Palestina, perché il suo messaggio di pace non voleva difendere il quieto vivere.

Ma la sua spada,la vera sua guerra, era quella contro il conformismo, in favore dell’ accoglienza dell’altro,della sua povertà,del suo bisogno.

Mentre la cultura romana aveva posto l’ accento sulla disuguaglianza, l’ uomo di nome Gesù fondò lo scandalo dell’ uguaglianza.

In questo periodo festaiolo gli altri, l’ altro da sé, sono oggetto di filantropia a buon mercato una tantum,se va bene,sui modelli dei mielosi spot televisivi.

Perché intanto il diritto all’ odio del gen.Vannacci trionfa fra il nuovo fascismo che avanza e il becero qualunquismo che l’ accompagna.

Quando ad esempio non ti metti nei panni di chi rimane sotto le bombe e subisce il terrore nelle guerre attuali e giudichi solo secondo categorie ideologiche,politiche,religiose,cadi in quelle facili generalizzazioni che ti fanno sorseggiare l’ apericena in attesa dell’Armageddon, con botti dell’ ultimo dell’ anno.

Ma se ti metti nei panni di un ucraino,un russo,un palestinese,un israeliano,un yemenita,un libanese,un congolese,una donna,un bambino di qualsiasi etnia capisci che in certe occasioni forse ti comporteresti nello stesso modo.

Nel senso, pochi ragionamenti speculativi,molta rabbia per le offese subite,comprensione per alcune scelte non condivise.

Secondo me il” conosci i propri limiti”,e quindi te stesso e un’ operazione sofisticata e nobile: se conosci i tuoi limiti ti metti nei panni dell’ altro, l’ umiltà socratica potrebbe diventare un veicolo di pace e di dialogo.

Un messaggio di pace autentica,di vera civiltà,profonda, non meramente confessionale ma spirituale ,illuminista e laica, socialista e libertaria, universale nei valori fondativi la reciproca umanità.

Per cui il combattere la sicumera di chi giudica senza voler essere giudicato,di chi sa cosa devi fare,sempre e comunque ti vada la vita,potrebbe voler dire battersi contro un’ ingiustizia ritenuta inesorabile compagna di vita

I farisei mancavano di coraggio e coerenza,dixit Dominus…

E i mercanti del tempio furono cacciati.

27.12.- Dicembre di guerra 1941: L’impero del Sole si allea coi nazifascisti vs.democrazia e socialismo

E book gratuito 1941 Operazione Barbarossa e Pearl Harbour: guerra totale ,brano di Pierluigi Raccagni

1941. L’IMPERO DEL SOLE

Il 7 dicembre del 1941 a Pearl Harbour la guerra divenne globale.

Da mesi, precisamente dai primi mesi del 1941 l’ammiraglio Yamamoto comandante in capo della flotta nipponica, si era dedicato coi membri del Consiglio supremo della guerra, alla preparazione dell’attacco contro la base americana delle Hawaii.

Il piano escogitato dall’ammiraglio si basava su una sorta di postulato essenziale in tutte le guerre: il fattore sorpresa.

La segretezza dei preparativi, dunque, fu fondamentale.

A metà novembre l’addestramento a ritmo serrato era quasi terminato, il 22 novembre le navi arrivarono nel punto di riunione, la baia di Tan- kan.

Per rispondere al perché il Giappone attaccò la più grande potenza mondiale bisogna tornare indietro almeno fino alla fine della prima guerra mondiale.

1941. I MOTIVI DELL’ATTACCO

  1. Dopo la prima guerra mondiale, che aveva visto il Giappone a fianco di Inghilterra e Francia, i nipponici avevano conquistato una posizione politica forte in Estremo Oriente che dava loro il diritto di avere un posto fra le grandi potenze nelle conferenze internazionali e nella Società delle nazioni.
  2. Nell’autunno del 1931 i giapponesi invasero il territorio del Manciukuò facendo indignare gli Stati Uniti. Il nazismo in Europa, però, aveva destato ben altre preoccupazioni alle democrazie Occidentali e la cosa finì per essere accettata.
  3. La conquista della Manciuria da parte del Giappone mise a confronto la Russia comunista con il nazionalismo dei generali giapponesi. Il Giappone, timoroso della vicinanza del comunismo sovietico, firmò nel novembre 1936 con la Germania il patto anti-Comintern, liberando così una parte dell’armata immobilizzata in Manciuria.
  4. Nel 1934 vi era stata la revoca unilaterale del trattato di Washington del 1922 che aveva fissato il rapporto fra le forze navali americane, inglesi e giapponesi a 5, 5, 3.
  5. Nel 1937 il Giappone invase la Cina e conquistò rapidamente varie regioni comprendenti Pechino, Nanchino, Shangai. Proprio a Nanchino venne formato il governo fantoccio di Wang Jingwei, che aiutò gli occupanti a sfruttare le ricchezze cinesi sulla costa.
  6. Nel 1938 si verificarono incidenti fra Giappone e Russia sovietica con scontri aerei anche di un certo rilievo. L’aviazione giapponese in questo modo poté dominare i cieli a scapito di quella cinese, male armata dai russi. Ad opporre una certa resistenza all’invasione giapponese rimase il generalissimo Chiang Kai-shek che stabilì la propria capitale a Chongqing con l’approvazione degli Stati Uniti.
  • Il 20 luglio del 1941venne siglato il protocollo che consentiva al governo di Vichy e al Giappone la difesa in comune dell’Indocina. Il progetto della Grande Asia, egemonizzata dal Giappone, si affiancava così al Nuovo Ordine europeo di Hitler.
  • Il Giappone, interessato anche all’Indonesia, e sempre timoroso della Russia, firmò un patto di non aggressione con la Russia di Stalin nell’aprile del 1941, quindi prima che i nazisti stracciassero di fatto il patto Molotov-Ribbentrop del 1939, con l’invasione del 22 giugno del 1941.

1941. LA REAZIONE AMERICANA: LA CARTA ATLANTICA

La mattina del 9 agosto del 1941 a Placentia Bay, sulla costa meridionale di Terranova, Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt si incontrarono per la prima volta nella loro vita.

C’erano parecchie cose da discutere, la situazione per entrambi i paesi si faceva critica.

Le truppe tedesche erano penetrate nel territorio sovietico e assedia- vano Leningrado e Mosca, in Estremo Oriente il Giappone aveva occupato l’Indocina francese e ora minacciava l’intera Asia Sud-orientale e il Pacifico meridionale.

Entrambi i leader sapevano quanto fosse importante il controllo dell’Atlantico per quanto riguarda la collaborazione fra Stati Uniti e Gran Bretagna: senza quella rotta che portava aiuti militari e di ogni genere all’Inghilterra, da parte degli Stati Uniti, era impossibile conti- nuare la guerra contro la Germania nazista in un’Europa dove solo l’In- ghilterra resisteva al nazi-fascismo.

Roosevelt si ripromise, in quella occasione, di prestare tutto l’aiuto possibile per controllare l’Atlantico, senza però entrare in guerra.

Ad uso del pubblico e per far comprendere a chi di dovere le loro intenzioni, i due leader redassero una comune Dichiarazione d’intenti, la famosa Carta Atlantica, che non era un trattato, ma piuttosto una dichiarazione comune per una futura solidarietà democratica.( …..)

Il 6 novembre del 1941, Roosevelt fu eletto presidente, l’antifascismo democratico americano era stato scelto da milioni di elettori.

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