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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

23.9 storia 1942 Eserciti nazifascisti  nel calderone della Russia

Brano tratto dall’ ebook Ordine nuovo prime sconfitte dell’ Asse di Pierluigi Raccagni gratuito dal 23 al 27 settembre

Il problema era che i due eserciti erano esausti e che nel calderone della Russia occupata poteva ancora succedere di tutto.

Sia i tedeschi che i sovietici si stavano leccando le ferite di un inverno rigido e di battaglie cruente.

Era una situazione infernale ai limiti delle risorse umane.

Hitler e Stalin, per convincere i propri generali della bontà delle loro strategie, si davano da fare con tutto il loro carisma.

Hitler confidò al generale von Paulus, comandante della 6a armata, che se non riusciva a mettere le mani sul petrolio del Caucaso, sarebbe stato costretto a por fine alla guerra.

Da parte sua, Stalin voleva anch’egli disporre del petrolio del Caucaso; più che il nome di Stalingrado il grande condottiero comunista capiva che quelle zone erano sostanziali per la sopravvivenza della madre Russia.

Hitler pensava alla grande, Stalin contrattaccava per cercare di contenere la guerra apocalittica dei nazisti.

E sì che la fortuna non abbandonò il capo supremo del comunismo mondiale.

Il 19 giugno 1942 il maggiore Reichel, volando su un piccolo aereo da ricognizione, precipitò dietro le linee sovietiche.

L’ufficiale trasportava nella sua borsa, trasgredendo a ordini precisi, tutti i piani dell’inizio dell’operazione Blu (come abbiamo visto era il nome convenzionale della grande offensiva dell’estate che era stata posposta dai tedeschi per l’attacco di Char’kov).

Come nel giugno del 1942 Stalin credette che quei documenti trovati casualmente fossero il frutto della disinformazione dei servizi tedeschi.

In effetti i generali tedeschi volevano attaccare Mosca.

L’intuizione di Stalin, quindi, era giusta, ma i documenti erano autentici visto che poi l’offensiva tedesca si sarebbe inoltrata verso il Caucaso per stessa volontà di Hitler.

In una simile situazione di estrema confusione arrivò una sconfitta che ai sovietici costò migliaia di morti.

Il 28 giugno 1942 fu lanciato l’attacco dai nazisti e le forze armate sovietiche si mostrarono impreparate ad affrontarlo.

Per prima cosa la velocità dei panzer occupò subito la città di Voronež, 30.000 soldati sovietici furono fatti immediatamente prigionieri.

I tedeschi si spinsero avanti con la solita furia distruttiva, ai loro fianchi rumeni, italiani e ungheresi sostenevano i panzer nazisti che ingaggiarono una durissima battaglia a Voronež sul Don.

Lì si assestarono su posizioni difensive permettendo a Hitler di avanzare verso il Volga.

Il corrispondente di guerra del Völkischer Beobachter così scriveva:

” (…) il russo che finora ha combattuto con accanimento a ogni chilometro, indietreggia senza tirare un colpo di fuoco. La nostra avanzata è ritardata soltanto da ponti distrutti e dall’aviazione.

Quando le retroguardie sovietiche sono troppo incalzate, esse scelgono una posizione che permetta di resistere fino alla notte.

Non ci si preoccupa dei russi che rimangono negli intervalli, talvolta di 20 chilometri, che separano le nostre divisioni. Inoltrarsi in questa vasta regione, senza trovare traccia del nemico, è preoccupante”.

Cfr. Claude Bertin, Il conflitto russo tedesco, Ginevra 1973, pag. 233 vol. 2

Nonostante la difesa disperata dei sovietici che cercarono di costruire linee difensive improvvisate, le difese russe crollarono e il 9 luglio i tedeschi piombarono su Rostov, sull’estuario del grande fiume Don. Reparti del NKVD, questa volta, finalmente combatterono fino alla morte contro i nazisti e non contro contadini ricchi e dissidenti, Gli uomini del NKVD, in quella occasione, dimostrarono di essere comunisti al servizio del popolo e non solo del partito.

1942 SECONDO SEMESTRE

Alla fine di luglio Hitler era talmente convinto di un’altra vittoria che divise le sue truppe in due:

1. il gruppo armate A avrebbe dovuto conquistare i giacimenti petroliferi del Caucaso.

2. il gruppo armate B si portò a est attraversando il Don, con l’ordine di conquistare la città di Stalingrado sul Volga.

Dopo la direttiva n.41 seguì la direttiva n. 45 di Hitler.

Nella direttiva n.45 del 23 luglio Hitler in pratica ribadiva la necessità di lanciare le sue truppe in due direzioni: verso il Caucaso e verso il Volga.

“Nel corso di una campagna durata più di tre settimane, i lontani obiettivi da me assegnati all’ala meridionale del fronte orientale sono stati sostanzialmente raggiunti, e solo deboli formazioni avversarie del gruppo di armate Timošenko sono riuscite a sottrarsi all’accerchiamento, mettendosi in salvo nella sponda meridionale del fiume Don.

20.9 A Kabul,a Teheran, ragazze e donne in ostaggio a criminali peggiori dei nazisti…..

Così siamo arrivati a quello che ci aspettava dal ritorno degli studenti di Teologia,detti Talebani,che in Afghanistan hanno organizzato un lager per le donne di inaudita violenza.

Agenzie di stampa,media in generale,fonti clandestine riportano  notizie da non credere.

Le donne non possono uscire di casa da sole,le ragazze non possono andare a scuola oltre i 14 anni,non possono cantare,non possono parlare in pubblico: devono fare  figli e lavorare per gli uomini.

Quando Biden lasciò l’ Afghanistan e le donne supplicarono di prendere a bordo le loro figlie furono prese a frustate dai Teologi coranici.

Chi ricorda Kabul nelle mani degli imperialisti Usa, ora rinfaccia agli Stati Uniti la politica usa e getta verso gli indigeni.

Gorbaciov lasciò l’ Afghanistan quando l’ Urss stava morendo,poi Bin  Laden avute le armi dalla Cia,li rivolse contro gli yankee.

Poi ci fu l’ 11 settembre e il Signore della guerra antimperialista fece scordare che Kabul era l’ inferno per chi era nato donna.

Per le donne nulla cambiò, così come nulla cambiò nella raccolta del papavero,che non è solo un fiore.

Sono dei radicali criminali i Talebani, così come lo sono i sacerdoti criminali di Teheran che ammazzano le ragazze che non portano il velo compatibile con il Corano.

Chi in qualche modo ha visto nei Talebani e negli sciiti iraniani la rivolta contro l’ imperialismo occidentale,dovrebbe portare le ragazze e le donne dell’ Occidente da quelle parti.

Soprattutto le loro mogli,figlie,compagne,bambine etcetcetce

18.9 Bassi  salari agli insegnanti? Tanto la maggioranza sono donne..e precarie

Comincia la scuola con l’eterno problema del precariato,che intanto deve rifare il concorso  facendo risparmiare la messa in ruolo di masse di docenti alla Corte dei Conti.

Ogni anno si scopre che gli insegnanti italiani sono i peggio pagati d’Europa, quest’ anno del mondo.

Già le donne guadagnano meno degli uomini e dato che nella scuola le donne sono in maggioranza, allora i conti tornano nella loro totalità.

Non ci sono soldi per gli insegnanti, è un ritornello che si ripete almeno da quando sono entrato nella scuola nel ’77.

In più,dal nuovo millennio, sono oberati ,dalla materna ai licei,da tali incombenze burocratiche,da numerose pratiche leziose che hanno di fatto prolungato i tempi di lavoro,che non vengono più dedicati alla formazione e alla didattica.

La Schlein denuncia la vergogna di una scuola lasciata al volontariato e al buon cuore di professori,bidelli,presidi,personale amministrativo ecc.

Ha ragione,certo.

Ma l’ appello finirà nel vuoto come sempre.

Al Sud fare l ‘insegnante è ancora un buon lavoro,si spende meno per vivere sussurrano gli addetti ai lavori che vogliono legalizzare l’ autonomia differenziata già in essere.

Così le ragazze ” sudiste”  che hanno faticato sui libri con la passione di insegnare sperano nel precariato al Nord,per poi  magari trasferirsi al Sud….

Il resto è propaganda miserabile di governi che non hanno mai considerato scuola e sanità presidi di democrazia fondamentali per i diritti umani.

16.9 Matteo ” ha fatto il suo dovere”,come tutti gli impiegati della banalità del Male…

Matteo Salvini rischia 6 anni di carcere per aver lasciato in mare illegittimamente 147 migranti della nave ONG Open Arms dal 24 al 20 agosto 2019,quando era ministro dell’ interno del governo giallo verde.

C’ erano migranti che soffrivano sotto un sole bruciante,si buttavano persino in acqua,donne e bambini erano in balia di un ministro che sulle spiagge romagnole mostrava tutta l’ arroganza del potere.

La procura di Palermo non ha creduto che il ducetto stava difendendo la sacra patria.

Il tutto, però, è ancora in divenire,

Anche se la Meloni,che allora non era al governo,ma ha fatto della lotta all’ emigrazione un punto fondante il suo programma fascista,insieme alla repressione di varie forme di dissenso democratiche e antifasciste ( vs.i sit in pacifici,l’occupazione di case sfitte da anni,le rivolte carcerarie etc.) si e’ prodigata per il Matteo che ha fatto ” solo il suo dovere.”

Esagerando per capirci, anche Eichman disse di aver fatto il proprio dovere,come tutti i criminali nazisti.

Il 17 ottobre l’ avvocato Bongiorno farà la sua arringa difensiva enfatizzando che Salvini ha agito nella piena facoltà del suo mandato: quello di difendere i confini italiani.

I giudici di Palermo  che, come già accennato, la pensano diversamente,sostengono che il patriota ha fatto tutto senza mandato governativo, per racimolare consenso.

Apriti cielo,Salvini fa la vittima,vuole mobilitate le truppe leghiste più vicine alla reazione razzista per fare vedere che i giudici di sinistra sono eversivi.

La pavidità del personaggio è nota,e pure quello della Meloni e governo che sono duri con i poveracci e garantisti con gli impostori del proprio familismo.

Anche in questa caso bisogna aspettare il processo,anche se eticamente e moralmente questi individui sono la banalità del Male del terzo millennio.

Salvini piangendosi addosso ha dichiarato che nel 2027 forse si ritira.

Sui tempi brevi siamo tutti morti,

13.9 Trump:la rappresentazione razzista e fascistoide del mondo

“Gli immigrati  haitiani mangiano  i cani e i gatti degli americani”

” Kamala Harris,la marxista, vuole fare entrare negli Usa milioni di immigrati”

“Le donne abortiste uccidono i bambini anche al nono mese

E altro sul mondo gender.

Tutto il fascismo idiota del golpista Trump è stato vomitato nello scontro televisivo  con Kamala Harris in TV per la corsa alla Casa Bianca.

Che  un personaggio del genere,bugiardo e corrotto, possa piacere anche a parte di immigrati,latinos,nativi americani e  afroamericani fa degli States un luogo estremamente pericoloso per la democrazia.

Anche se Donald è già stato sconfitto dall’ elettorato,cosa che non ha mai ammesso, anche se ha gridato  ai brogli e incitato la marea di Steve Bannon e QAnon  all’ assalto di Capitol.Hill, oggi è tornato a rivendicare il Born in Usa.

Anche in Italia Trump fa proseliti nella destra che vede nella Schlein il volto bianco di Khamala Harris:,entrambe ricche,radical chic,una ebrea,l’ altra nera.

Lo stanno aspettando quelli che sperano che Trump, abbandonando il sostegno militare all’ Ucraina, faciliterà la pace putiniana,lo sta aspettando chi vuole che i diritti civili siano ridimensionati o cancellati in Italia in favore del pensiero reazionario.

Un classico: la sinistra perde in tutto il mondo perché rappresenta i poteri forti,pure arcobaleno.

I fascisti,come nel ventennio,si occupano di underdog che servendo gli stessi poteri forti in modo corporativo e nazionalista, mantengono l’ordine del capitalismo feroce.

Queste considerazioni ormai universali vanno bene a tanti che trovano giustificazioni per le derive violente antidemocratiche:  come è sempre stato hanno un fondo di verità, che viene strumentalizzato dalla destra  estrema internazionale.

In Usa i fabbricanti di armi gongolano a sentire Trump,

Al  KKK,a tutto il mondo antidemocratico ,anti libertario il coagulo di strati popolari intorno alla violenza reazionaria piace.

Perché all’ Amerika è sempre piaciuto il connubio Religione – Winchester contro afroamericani,comunisti,donne, intellettuali,studenti di sinistra.

Ricordiamo, a proposito,che durante la presidenza Johnson nel ’65 la classe media americana incitava la polizia e la Guardia nazionale a sparare sugli afro – americani e gli hippies ( do you Remember Easy Reader?), che erano vs.la guerra in Vietnam.

Trump ha paura della diversità,il suo suprematismo bianco è fascismo biologico, cioè nazismo.

Harris meglio di Trump ,nel faccia a faccia.

Però la partita è appena cominciata.

11.9 Youssef morto in carcere a 18 anni,aveva problemi psichici…ed era povero

Continuano le morti in carcere ,i suicidi ,le vessazioni per alcuni  detenuti , con particolare riguardo ai disperati che vengono in Italia con mezzi di fortuna:barconi e barchini,molte volte si tratta di naufraghi.

L’ ultimo in ordine di tempo è quello di Youssef ,che per la schifosa e ipocrita morale fascista e pure perbenista italiota era un balordo in attesa di giudizio per una tentata rapina.

Il suo avvocato ha dichiarato che non doveva stare in carcere,ma in una casa di cura,dove avrebbero dovuto occuparsi delle sue ombre psichiche.

È morto bruciato in bagno,forse nel tentativo di spegnere il fuoco che aveva appiccato per protestare la sua detenzione.

Nelle carceri italiane c’è un sovraffollamento del 130 per cento,due terzi sono immigrati poveri,soli.

I suicidi sono all’ ordine del giorno,in più casi si denuncia la promiscuità di celle e infrastrutture.

Tutte cose che si sanno da almeno mezzo secolo.

Quando sentivi Giovanni Toti,ex presidente Regione Liguria, che si lamentava di stare agli arresti domiciliari davanti al mar Ligure,oppure Sangiuliano,il giullare di corte che piange lacrime amare sui complotti,ti viene da vomitare una rabbia infinita.

Non so se si è notato,ma questa estate sono state decine le rivolte nelle carceri,anche negli istituti per minori come il Beccaria di Milano.

Se non fosse per i radicali,i cattolici,i democratici,gli anarchici,i volontari che ci mettono l’anima a fare sentire la propria voce,il silenzio sarebbe cimiteriale.

Siamo nel G7,ci vantiamo di avere un Pil a livello europeo,ma non abbiamo pietà per il dolore altrui,soprattutto di provenienza esotica.

Andate nelle carceri,e poi parlate,coglioni di tutti i colori

Comunque l’ Albania lì aspetta, c’è solo da attraversare un altro mare.

Gli italiani,invece,sono pronti alla morte, perché lo canta l’ inno.

Le guardie ,sotto organico,sono a pezzi.

Orgoglioso di essere stato utile al prossimo   per sette anni a S.Vittore.

9.9 Storia – Otto settembre: generali,reazionari,  fascisti l’ infamia di sempre….

E book 1939 1945 la vittoria della democrazia vol II di Pierluigi Raccagni

L’OTTO SETTEMBRE

Nella notte dal 6 al 7 settembre una corvetta della marina raccolse in mare, presso Ustica, due ufficiali dell’aviazione americana: erano il generale brigadiere Maxwell Taylor, vice comandante della 82a aviotrasportata americana e il colonnello di complemento William Gardiner, dell’aviazione statunitense.

 I due alti ufficiali americani, fatti sbarcare a Gaeta, dovevano definire gli accordi con il supremo comando italiano sulle modalità di un ‘operazione militare chiamata “Giant 2”, riguardante la difesa di Roma.

Il povero Castellano, preso, in un primo tempo per un ufficiale italiano infingardo, conquistandosi la fiducia degli Alleati era riuscito a Cassibile ad ottenere il via libera per un’operazione che prevedeva lo sbarco alleato a sud di Roma e contemporaneamente l’azione della 82a divisione aviotrasportata americana, un reparto d’elite, sugli scali di Cerveteri e Furbara.

I due ufficiali arrivarono verso il tramonto, trovarono banchetti sontuosi a Palazzo Caprara, sito davanti al ministero della guerra.

I colloqui iniziarono con ritardo e pigrizia, come se la guerra fosse davvero lontana; la situazione era tragica, ma il buon appetito degli italiani sorprese non poco gli americani.

Badoglio e soci, infatti, non si erano minimamente preparati ad una azione collaborativa con gli Alleati sul piano militare, per cui la notizia dell’operazione bellica fu accolta come un fulmine a ciel sereno.

Delegato alla difesa di Roma da un eventuale attacco tedesco era il generale Giacomo Carboni, che doveva orchestrare le operazioni.

Quando incontrò gli americani fece immediatamente capire loro che il loro progetto era inattuabile.

Troppi tedeschi intorno e dentro Roma, (non era vero, i tedeschi in quel momento avevano manco un carro armato nelle vicinanze), troppo pericoloso usare i paracadutisti per occupare gli aeroporti, perché la contraerea tedesca li avrebbe fatti a pezzi, (non era vero, perché Cerveteri e Furbara erano fuori tiro).

Gli americani, come è ovvio, si irritarono e pretesero di conferire immediatamente con Badoglio, il quale dormiva profondamente. Le cronache ci dicono che il vecchio generale, destato di soprassalto nella sua villa, decise il futuro della nazione in vestaglia.

Prese per buone le paure di Carboni e concordò con Taylor un telegramma al comando americano per sospendere l’operazione Giant2.

Facendo poi una scena patetica, in cui si commiserò come un vecchio generale che sarebbe caduto nelle mani dei tedeschi che l’avrebbero sgozzato.

Eisenhower rispose duramente agli ennesimi tentennamenti italiani, e confermò che l’otto settembre avrebbe dato l’annuncio dell’armistizio.

Alle 19,45 dell’otto settembre, interrompendo i programmi radio, fu dato l’annuncio dell’armistizio dal generale Pietro Badoglio:

“Il governo italiano riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo le forze alleate anglo – americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo – americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza”.

Cfr.Italia drammatica op.cit. pag 1

Gli italiani fino all’ultimo avevano sperato in un rinvio, basandosi sulla data del 12 settembre che, dicevano, Castellano aveva negoziato il 3 settembre a Cassibile. Forse questa è stata l’ennesima bugia di Badoglio, che continuava a cambiare le carte in tavola in attesa della manna dal cielo che non compromettesse lui stesso, la Corona e il cerchio magico dei Savoia Il popolo italiano era naturalmente all’ultimo posto dei pensieri.

Il paese piombò nel caos.

Così come la sera del 25 luglio soldati e popolazione credettero nella pace, anche in questo caso il fraintendimento del messaggio era scontato.

Un popolo stremato voleva uscire dalla guerra ad ogni costo: il 25 luglio pochi avevano prestato sufficiente attenzione all’annuncio radio che ricordava che la guerra continuava, l’otto settembre pochi vollero sentire che ci doveva essere una reazione contro altre forze che non fossero quelle degli Alleati.

Insomma voleva dire che la guerra contro gli anglo – americani finiva, e continuava quella contro i tedeschi, anche se era una finta guerra, visto che la famiglia reale e Badoglio prepararono le valige, lasciando l’onore agli eroi.

Il disonore, insieme alle ricchezze accumulate, se li tennero però ben strette.

1943 SENZA VERGOGNA

La fuga del re, di Badoglio e della classe dirigente monarco – liberale la notte dell’otto settembre è stata un’infamia senza confronti.

Dopo l’annuncio dell’armistizio delle 19,45 diramato dall’Eiar l’appuntamento per tutti quelli che contavano in quel momento, (i responsabili dell’armistizio e la famiglia reale), era al ministero della guerra in via XX settembre.

Badoglio, che arrivò sul posto direttamente dalla sede dell’Eiar, dopo aver fatto riempire due autocarri di cose preziose dalla servitù, aveva le idee chiarissime.

Il generale che era entrato trionfante ad Adis Abeba, ora se ne andava al mare lasciando nello sfacelo un’intera nazione: poco da ridere, ma fu così.

La cronaca è ricca di eventi quanto povera di coraggio civile e militare.

Dopo Badoglio, verso le 21 il re e la regina arrivarono al ministero della guerra, il ministro della guerra, per precauzione, ospitò quella notte i capi di stato, di governo e delle forze armate.

Alla compagnia si unì il principe Umberto, il duca di Acquarone, e per ultimo si aggregò pure il generale Roatta, che proveniva direttamente dalla sede dello Stato Maggiore di Monterotondo, paese a pochi chilometri dalla capitale.

C’era anche un certo ottimismo fra i fuggitivi.

Praticamente si diceva che secondo voci ufficiose i tedeschi stavano abbandonando la capitale, distruggendo documenti e salutando gli italiani con bevute di vino…Non era vero, naturalmente, perché paracadutisti tedeschi avevano già colpito fra Pratica di Mare e Ostia.

6.9″Stiamo facendo la storia,non sono consentiti errori..” ( Giorgia Meloni)

Che Meloni stia facendo la storia non c’è dubbio, considerato che il suo governo è il più a destra della storia repubblicana,dopo quella repubblichina.

Bisognerà vedere se finirà  nella pattumiera della storia.

Secondo GWF. Hegel la storia la facciamo tutti,ma diventa spirito del mondo quando vive nella storia conflittuale  degli stati.

Era proprio Hegel che sosteneva che i libri di storia senza guerra sono libri con le pagine bianche.

La frase della premier, però , così pomposa e retorica, era riferita ai presunti o reali misfatti del ministro Sangiuliano  e dottoressa Boccia:e come minimo risulta una scemenza.

Perché scomodare la cronaca dei due anni di un centrodestra quasi fascista, per  invocare la Storia del mondo,è tipico di un ego smisurato che si crede al centro di un disegno metafisico.

( come mister B,ma anche come Putin e Trump…senza andare ai caporali criminali…)

Proprio Hegel  credeva,come fondamento dell’ idealismo, l’ identità fra filosofia della storia e storia della filosofia.

La storia appresa con il pensiero è l’ autocoscienza della filosofia della storia che diviene in modo dialettico,conflittuale,eterno.

Troppo per un governicchio di centrodestra che vuole riscrivere la storia dal punto di vista di un revisionismo becero.

Senza contare che la storia per Marx non era la storia delle idee,ma  il conflitto fra sfruttati e sfruttatori in rapporto ai mezzi di produzione.

Non è il caso comunque di scomodare la filosofia classica tedesca e Sangiuliano,ministro della cultura,ha già ricordato che la storia del gossip colpisce anche chi voleva fare una rivoluzione culturale di destra .

La miseria di Sangiuliano supera i confini della decenza,quella della Meloni è la reazione di una Evita Peron da bassifondi,fogne incluse.

Come nei casi Santanchè,Donzelli,Del Mastro,Lollobrigida: l’ irreprensibile lady di ferro ha espresso una sciatteria politica  che è tipica della sua originaria provenienza culturale.

E’ di una mollezza disarmante, vista la sua cattiveria verso migranti,movimenti, antifascisti,volontariato ecc e la sua difesa corporativa del clan familiare. 

Sui fatti privati di Sangiuliano,  che non credo freghino nulla a chi si arrangia per vivere e sopravvivere,Meloni doveva accettare le dimissioni.

E basta.

Giorgia si crede la prima underdog d ‘Italia, ma le  rimane solo l’ anima nera. Oltre la faccetta nera.

4.9 Il risultato storico dei neonazisti in Turingia: ritorno al futuro?

Chi lo avrebbe mai detto che sarebbero tornati in massa in due Lander i nazifascisti tedeschi  dopo la seconda guerra mondiale?

Quello che è accaduto in Turingia dove Auf,nazi pro Putin,  ha superato il 30 per cento,e i filoputinisti rossobruni hanno  raccolto con la nuova formazione BsW un risultato sorprendente,mette le ali a Putin,e ai nazional comunisti di destra,stalinisti doc,dicono gli osservatori.

Scholz è alla canna del gas,i verdi si sono liquefatti.

La Linke,dopo la scissione di Sarah Wagenknect  viaggia verso una crisi di identità: troppo liberale,troppe case green,troppa Ucraina,soprattutto troppi migranti!

Insomma in Germania accade quello che è accaduto in Francia e in Italia: masse deluse dalla sinistra perbenista,vanno verso la deriva antisistema cominciando col dare addosso ai più deboli: i migranti.

( se i migranti fossero cacciati l’ economia tedesca crollerebbe del tutto,visto che pure la Volkswagen vuole chiudere una fabbrica)

Non siamo a Weimar, perché Turingia e Sassonia rappresentano il 7 per cento dell’ elettorato,Scholz a breve non dovrebbe correre rischi,ma che destra e sinistra si possano alleare contro gli aiuti all’ Ucraina che mettono a rischio i commerci e l’economia locali la dice lunga sul populismo  tedesco, pure di sinistra ex DDR.

Si tenga presente che dei vecchi partiti solo la CDU in Sassonia ha ottenuto un risultato del 31 per cento,seconda naturalmente l’ Alternativa per la Germania del neonazi Hocke,pronto per governare, dice.

Insomma mentre in Italia Marco Rizzo è una macchietta da stalinismo da barzelletta,in Germania il rossobrunismo va forte sotto la spinta di quella che viene chiamata la sinistra sovranista.

La Lega di Salvini si trova in imbarazzo?

Deve sposare un pezzo di nazismo per stare con Putin,questo è certo, e per ricattare indirettamente il proprio governo sulla questione migranti e sicurezza.

La Meloni gongola,si trova fra i moderati anche se non vuole, però continua a guardare a Orban.

Nel 1932 i nazionalsocialisti erano un partito criminale serio,non un’ accolita di tagliagole di periferia.

Proprio in Turingia Adolf Hitler ottenne il suo primo ministro ,proprio nelle terre oltre l’ Elba,la tradizione prussiana e l’ odio verso l’ Occidente portarono i nazisti al potere.

I nazionalsocialisti facevano anche scioperi generali coi comunisti per reclutare operai alla causa nazionalista.

Il populismo nazista portò alla piena occupazione dei tedeschi ariani.

Fu un tragico errore negli anni trenta non accettare la socialdemocrazia,lo riconobbero pure i comunisti quando furono spediti nei campi di concentramento prima, e di sterminio poi.

Qui , invece,siamo alla fine del socialismo libertario e internazionalista.

Nella patria di Karl Marx,come allora, la camicia bruna sposa gli stessi obiettivi di  quella rossa ?

Vedremo.

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